Cronaca

Arbitro picchiato dieci contro uno, 29 anni di squalifiche per giocatori e dirigenti

Mano pesante del giudice sportivo dopo la gara Colle 2006 - Leonessa Montoro terminata anzitempo con l'aggressione al fischietto fermano. Referto medico: timpano perforato

Cinque anni di squalifica al presidente Giancarlo Mancini, tre anni ai giocatori, due e un anno a un paio di dirigenti. Più 3.000 euro di ammenda, 8 giornate di squalifica del campo e gara persa a tavolino. Sono le decisioni del giudice sportivo rispetto a quanto avvenuto sabato scorso (26 novembre) al campo sportivo Sorrentino di Collemarino durante Colle 2006 – Leonessa Montoro, interrotta prima del 90° dall'arbitro Eriseld Nazeraj, oggetto di una vera e propria aggressione in campo. Mano pesante, quella della giustizia sportiva, rispetto a un referto arbitrale che lascia esterrefatti. Una violenza da parte digiocatori e tifosi del Colle 2006. Almeno 10 persone contro il fischietto di Fermo, reo di aver convalidato un gol del Leonessa concedendo il vantaggio anziché decretare un rigore contro la suadra di casa. A quel punto, 20° del secondo tempo, l'arbitro è stato avvicinato da un calciatore del Colle. È stato spintonato e strattonato "ripetutamente con violenza". Cartellino rosso. Che anziché placare gli animi ha innescato scene vergognose e indegne per uno sport. L'arbitro, sempre secondo il referto, è stato circondato da altri giocatori. Sentotosi minacciato ha sospeso l'incontro e ha cercato di far rientro negli spogliatoi. Nulla da fare. I giocatori erano tutti attorno a lui. Tra loro anche un dirigente. Schiaffi, pugni alla testa e al corpo. "In tale frangente l'arbitro tentava di svincolarsi da tale situazione venendo inseguito nel recinto di gioco – prosegue il referto - L'aggressione perdurava per alcuni minuti, venendo l'arbitro ripetutamente colpito". Il tutto mentre altri tifosi si sarebbero posti a guardia del cancello d'ingresso degli spogliatoi per impedire che Nazeraj potesse rientrare. Neanche in un raid punitivo scatenato da chissà quale sgarro. Sembra follia, ma è davvero nato tutto per un mancato rigore.

È stato a quel punto che oltre a giocatori e dirigenti si è unito anche il pubblico. Alcuni hanno scavalcato la recinzione e si sono messi davanti al cancello degli spogliatoi per impedire all'arbitro di rientrare. Altri pugni, altri schiaffi. Addirittura il presidente viene individuato come autore di pugni e schiaffi. Un pugno in particolare, stando a referto arbitrale e medico, avrebbe causato il perforamento di un timpano. A disperdere i facinorosi, l'arrivo delle Volanti della Polizia, chiamate dallo stesso fischietto una volta presa la porta degli spogliatoi. Il giudice ha deciso per la partita persa 0-3 a tavolino, 3000 euro di ammenda e squalifica del Sorrentino per 8 gare. E poi le squalifiche. Quasi una daspo per il presidente Mancini con il divieto per 5 anni di accedere agli impianti sportivi anche amichevoli nell'ambito della Figc. Stesso provvedimento, ma fino al 31 dicembre 2018, per il dirigente Alberto Tomassoni. Un anno di inibizione anche al dirigente addetto all'arbitro. Infine le squalifiche ai giocatori: tre anni (fino al 31 dicembre 2017) per il capitano Massimiliano Mancini, Michele e Lorenzo Boria, Massimo Di Rocco, Ciro D'Errico, Marco Frezzotti, Giuseppe Spina. Questo per quanto riguarda la giustizia sportiva e in attesa di un probabile ricorso da parte del Colle 2006. Parallelamente si muovono anche le indagini della polizia per lesioni personali, aggravate dalla normativa concernente le manifestazioni sportive e il numero di aggressori.

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