menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il Presidente della FIGC Marche Paolo Cellini

Il Presidente della FIGC Marche Paolo Cellini

Arbitro picchiato, Cellini: «Serve punizione esemplare, ma attendiamo il giudice sportivo»

Siamo in presenza di un arbitro aggredito, una partita sospesa e la giustizia sportiva non può limitarsi a fermare qualche giocatore per qualche giornata. Ma dobbiamo attenerci alle decisioni del giudice»

Dopo i fatti di sabato, quando i tifosi di casa hanno picchiato l’arbitro della partita Colle 2006 - Leonessa Montoro, la società anconetana rischia provvedimenti pesanti. Cosa pensa dell’accaduto e cosa si aspetta lo abbiamo chiesto anche al Presidente della FIGC Marche Paolo Cellini.

«Da parte nostra la condanna della violenza senza se e senza ma, anche perché un fatto del genere ha ripercussioni negative su tutto il movimento sportivo. Però i percorsi sono quelli dettati dalla giustizia sportiva per cui sarà il giudice a decidere sulla base del referto arbitrale e dovrà farlo domani (oggi), a meno che non richieda supplementi di valutazione. Dopo di che le sanzioni adottati sono quelle previste dal codice di giustizia sportiva, non è che la FIGC ha un percorso proprio per queste situazioni».

E quali sono queste cose da fare Presidente? «Siamo in presenza di un arbitro aggredito, una partita sospesa e la giustizia sportiva non può limitarsi a fermare qualche giocatore per qualche giornata. Ma dobbiamo attenerci alle decisioni del giudice, che non potranno essere di poco conto. La giustizia faccia il suo percorso e sulla base delle decisioni poi il Comitato della FIGC farà le proprie valutazioni, anche perché un conto è il comportamento del pubblico e un conto è il comportamento dei dirigenti e dei giocatori in campo».

Dunque in concreto cosa può succedere al Colle 2006? «Si può andare da una qualifica del campo a sanzioni dirette sugli autori della violenza, ma a condizione che questi soggetti siano tesserati perché la giustizia sportiva colpisce chi è tesserato». Allora come fermiamo la violenza di chi tesserato non è ma agisce in un campo da calcio? «I provvedimenti saranno esemplari, addirittura per le società che si rendono colpevoli di violenze nei confronti dell’arbitro, c’è delibera Consiglio federale che prevedere la perdita dei diritti di gratuità arbitrale, cioè gli arbitri vengono pagati da federazione e queste società, dovranno pagare spese arbitrali di tasca loro».

Però non è la prima volta che capitano queste cose a Collemarino: «A Collemarino c’è una lunga storia calcistica però devo dire che da quando la società è in 1° Categoria, episodi di violenza non me li ricordo. In passato ricordo episodi di violenza ma anche punizioni esemplari». Ma poi le violenze si ripetono. «Guardi la giustizia sportiva stabilisce delle regole che per chi è recidivo sono anche più pesanti e che possono arrivare a provvedimenti estremi, come la radiazione della società se fosse dimostrato un comportamento di particolare gravità, però ripeto, negli ultimi anni, per lo meno da quando sono in 1° categoria, il comportamento del Colle 2006 è stato lo stesso di tante altre società». Quelli del Montoro hanno detto che non torneranno a Collemarino se non trovano almeno 20 agenti di Polizia. «Se non ci va sono soggetti alla perdita della gara».

Ma forse preferiscono perdere 3 punti in campionato che rischiare. «Ma no. Tenga anche conto che, secondo analisi della FIGC, le Marche sono la prima regione d’Italia per presenza di calciatori con uno ogni 35 abitanti. E’ un dato straordinario perché significa 5mila calciatori su 1 milione e mezzo di abitanti. Quindi l’obiettivo non è inseguire nuove società, ma migliorare la qualità di quelle che già ci sono, sotto il profilo tecnico e della cultura del rispetto». Intanto forse l’arbitro di Fermo vittima delle violenze lascerà l’A.I.A. «Spero trovi la forza di andare avanti e continuare».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AnconaToday è in caricamento