«Intimavano ai nostri di restare in campo mentre picchiavano l'arbitro»

Anche lì, sulla tribuna del campo anconetano, si sarebbe consumata un'aggressione parallela. Intanto la Polizia indaga per lesioni personali, aggravate dalla normativa concernente le manifestazioni sportive

I giocatori del Collemarino che circondano l'arbitro fermano

«Ad un certo punto i violenti in campo hanno fatto mettere i nostri giocatori dentro l’area di centrocampo, intimando loro di non muoversi da lì, altrimenti le avrebbero prese. Questo per impedire ai nostri di intervenire a difesa dell’arbitro che, nel frattempo, correva nel campo per sfuggire agli altri che lo stavano picchiando. E’ una vergogna. Abbiamo già messo tutto in mano ai nostri avvocati. Per le prossime volte, o ci saranno almeno 20 uomini delle Forze dell’Ordine oppure noi a Collemarino non ci andiamo più». Scene medievali quelle descritte da Sandro Angeletti, dirigente della Leonessa Montoro, la squadra di calcio di prima categoria che, sabato scorso, ha assistito all’aggressione dei tifosi del Colle2006 (squadra locale) nei confronti dell’arbitro di calcio Eriseld Nazeraj, della sezione di Fermo. Sabato Angeletti, insieme ad un'altra decina tra dirigenti e tifosi provenienti da Filottrano, era sugli spalti del rettangolo di gioco alla periferia nord di Ancona. Un campo tutt'altro che nuovo ad episodi di violenza nei confronti degli arbitri. «Non posso commentare nel merito della vicenda, mi limito a dire che sono esterrefatto che ancora capitino cose del genere per una partita di calcio. E’ assurdo non deve più succedere» ha detto il Presidente dell’A.I.A. (Associazione Italiana Arbitri) Marche Gustavo Malascorta.

GLI SPALTI. Anche lì, sulla tribuna del campo anconetano, si sarebbe consumata un’aggressione parallela. Secondo quanto riportato da altre testimonianze, quattro tifosi della squadra locale avrebbero malmenato uno spettatore del Montoro perché, nel frattempo, aveva tirato fuori il cellulare per riprendere in video le violenze in corso sul campo da gioco, che vedevano vittima l’arbitro fermano. 

I FATTI E LE INDAGINI. Sul fatto indaga la Polizia di Ancona. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, è successo tutto intorno al 20° del secondo tempo della partita di 1° Categoria Colle2006 - Leonessa Montoro. L’azione si stava svolgendo nel pieno dell’area di rigore dei padroni di casa quando un calciatore del Colle avrebbe colpito la palla con la mano. L’arbitro ha ravvisato il fallo ma ha fatto proseguire per la regola del vantaggio. Infatti negli immediati secondi successivi la palla è finita in rete. Dunque gol del Leonessa Montoro (che ha pareggiato 1 a 1) e ammonizione al calciatore anconetano. Applicazione da manuale dell'arbitro. A quel punto sono scattate le proteste. I giocatori del Colle hanno circondato il direttore di gara che sarebbe stato colpito al volto. Espulsione al calciatore violento e partita sospesa. Da lì il delirio. I tifosi locali hanno scavalcato la recinzione per aggredire l’arbitro fermano. Stando alla ricostruzione degli inquirenti e ai racconti dei presenti, una caccia all’uomo da parte di tifosi locali, senza che nessuno volesse o potesse intervenire. Solo l’arrivo della Volanti ha placato gli animi. Ma ormai era troppo tardi perché il giovane fischietto fermano era stato pestato. Proprio lui, dopo l’invito a farsi refertare al Pronto Soccorso di Torrette, ha preferito andarsene da Ancona per rivolgersi all’ospedale della sua città. 

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Ora la giustizia si muove su due canali paralleli. Quello sportivo e quello penale. Per quanto concerne il primo, gli arbitri marchigiani, come anche le due società, sono in attesa della decisione del giudice sportivo, ma anche di eventuali provvedimenti della FIGC. Per quanto riguarda la giustizia ordinaria, la Polizia è in attesa della denuncia querela dell’arbitro, ma il reato prospettato è lesioni personali, aggravate dalla normativa concernente le manifestazioni sportive e il numero di aggressori. Dunque si procederà d’ufficio, con la speranza che gli investigatori identifichino con certezza i responsabili delle violenze. 

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