Sanità: approvato dalla Giunta regionale il riordino delle reti cliniche

La Riforma individua 71 tipologie di reti ospedaliere per n.43 macro discipline specialistiche. Tra le novità la gradualità per l'organizzazione dei punti nascita e le cure palliative

Recepite le osservazioni della V Commissione consiliare e trovata una condivisione con i rappresentanti dell’Anci Marche (Associazione nazionale Comuni italiani), la Giunta regionale ha approvato oggi la delibera definitiva per il riordino delle reti cliniche sul territorio regionale.
“Si tratta di una innovazione organizzativa, tra le prime in Italia -  si legge nella nota diramata da Palazzo Raffaello - che mira a consolidare e migliorare la sicurezza e qualità delle cure, l’equità dell’accesso ad esse e la sostenibilità economica delle scelte in base all’appropriatezza e all’etica nell’uso delle risorse. Alla base di questa organizzazione non c’è solo l’individuazione delle realtà di eccellenza, ma anche la loro tutela. Allo stesso modo viene salvaguardato il ruolo delle diverse aziende del sistema sanitario regionale e le varie sperimentazioni gestionali di modelli innovativi”.

“L’obiettivo – dice il presidente della Regione, Gian Mario Spacca – è garantire una crescita del Servizio Sanitario qualificata, equilibrata ed armonica senza diseguaglianze, che offra garanzie ad ogni territorio della regione. Il Piano Socio Sanitario 2012-2014 ha definito il sistema ‘a rete’ come il modello di programmazione della Regione Marche in grado di qualificare i servizi proponendo lo sviluppo di ‘Reti cliniche’ che riducano le inefficienze attraverso l’integrazione tra i diversi ‘Servizi’ presenti sul territorio, producendo sinergie in grado di offrire ai cittadini marchigiani maggiore qualità dell’offerta sanitaria. La Riorganizzazione della Rete Ospedaliera della Regione Marche  è stata predisposta, quindi, senza applicare la logica dei tagli lineari, ma tenendo in considerazione la funzione strategica che le Singole Strutture Sanitarie di Rete svolgono nel territorio. L’attuazione della Riorganizzazione sarà effettuata tenendo conto dell’analisi dei percorsi clinico assistenziali virtuosi già in essere, degli indicatori di efficienza e di appropriatezza attuali e prossimi futuri, della collocazione geografica dei ‘nodi’ all’interno dell’Area Vasta e delle interconnessioni presenti sul territorio regionale, della necessità di potenziare alcune attività attualmente carenti”.

“Nonostante l’urgenza imposta alla riorganizzazione dai tagli effettuati dal governo nazionale e dalle nuove indicazioni in termini di criteri e parametri - aggiunge l’assessore alla Salute Almerino Mezzolani – abbiamo trovato attraverso una serie di approfondimenti e confronti serrati la massima condivisione da parte del territorio e delle categorie. Con l’atto di oggi mettiamo al suo posto l’ultimo importante tassello della riforma sanitaria che consentirà di mantenere il nostro servizio agli alti livelli di qualità e sostenibilità economica in cui si trova ora e di migliorarlo in efficienza e innovazione”.

SCHEDA

Per rete clinica regionale si intende una forma di collaborazione stabile e formalizzata tra Unità operative (più o meno l'equivalente dei vecchi reparti) e/o professionisti appartenenti a diverse Aziende del sistema sanitario della stessa Regione, che abbia ad oggetto il processo di cura del paziente, i servizi di supporto o la circolazione dei professionisti e delle conoscenze.

•        La Riforma individua n.71 tipologie di reti ospedaliere per n.43 macro discipline specialistiche.

Tra le principali novità della delibera emendata dalla Commissione e arricchita dal confronto con Anci, sindacati e parti sociali, due meritano una sottolineatura particolare:

•        per quanto riguarda i punti nascita, la riorganizzazione dovrà essere effettuata con gradualità ed oggetto di specifica concertazione,  in particolare per i punti nascita la cui attività risulta ai limiti dei parametri dettati dall’Accordo Stato–Regioni. Considerata inoltre la particolare sensibilità sociale per l’argomento, le scelte saranno effettuate tenendo conto dei risultati delle azioni necessarie a garantire la continuità dei servizi da avviare immediatamente.

•        tra le reti cliniche ci sarà anche quella delle cure palliative che sarà organizzata nel rispetto dell’Accordo stato – regioni che ne detta i requisiti strutturali ed organizzativi e in coerenza con il Coordinamento regionale della rete delle cure palliative.

I SINDACATI. "In vista dell’approvazione delle linee di riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale da parte del Consiglio Regionale la Funzione Pubblica CGIL chiede impegni chiari e definiti da parte della Giunta in ordine a quattro punti dirimenti, ovvero :

1.    alla stabilizzazione dei molti precari che di fatto hanno consentito e consentono il funzionamento dei servizi sanitari. Medici, infermieri, operatori sanitari assicurano servizi essenziali alla persona ai quali va assicurato un percorso di stabilizzazione ;

2.    alla garanzia per il 2013-2014 della copertura del turn over del personale in ogni Area Vasta e Azienda Ospedaliera per tutte le figure professionali legate all’attività assistenziale ;

3.    la messa a disposizione delle risorse regionali per accompagnare i processi di riorganizzazione che investono l’ASUR e le Aziende Ospedaliere nonché per il finanziamento di specifici progetti di riduzione delle liste di attesa attraverso l’ampliamento degli orari delle strutture sull’esempio di quanto già avvenuto nella Regione Veneto;

4.    la salvaguardia dei lavoratori delle cooperative sociali che operano nell’area delle fragilità sociali, dai servizi della “salute mentale” alle  “dipendenze patologiche”, alla  “disabilità”.

La Giunta regionale dimostri con i fatti e non a parole che i tanti lavoratori che in sanità operano con serietà e dedizione vanno valorizzati come una delle risorse più preziose che la nostra regione possiede."

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