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Cronaca

L'assessore Manarini fuori dalla bufera sugli appalti truccati in Comune. Ancora aperto l'accertamento per un atto retrodatato

L'atto retrodatato è relativo all'inizio dei lavori di piantumazione di alcuni alberi al Passetto e nulla ha a che vedere con la vicenda dell'ex geometra Bonci. Per la stessa vicenda, che vede coinvolti anche due funzionari comunali, la Corte dei Conti ha invece concluso il procedimento in modo positivo in quanto c'è stato danno erariale nei confronti del Comune di Ancona

ANCONA- «Nessuno degli assessori, compreso Paolo Manarini, e dei dirigenti comunali oggetto di accertamento per la vicenda Bonci ha avuto un ruolo in quelle condotte disdicevoli». Ad annunciarlo il sindaco Valeria Mancinelli che ha voluto condividere con la cittadinanza la positiva conclusione della vicenda che ha coinvolto l’amministrazione comunale tre anni fa. Era il 7 novembre del 2019 quando il geometra del Comune di Ancona Simone Bonci venne arrestato dalla Polizia con l’accusa di aver truccato appalti in cambio di regali e lavori edili in casa sua. Bonci è stato poi condannato a due anni e sei mesi per corruzione aggravata e si trova in carcere.

«Nella fase iniziale delle indagini vennero fatti accertamenti su molti dirigenti comunali e diversi assessori- spiega il primo cittadino-. Conclusa la fase delle indagini il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria ha chiarito che nessuno degli assessori e nessuno dei dirigenti comunali ha preso parte alle condotte rilevanti addebitate a Bonci. Giustizia è stata fatta». Nei confronti dell’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Manarini resta però aperto un procedimento che, sottolinea più volte la Mancinelli, «nulla ha a che fare con la vicenda Bonci». In buona sostanza, incidentalmente, nel corso delle indagini la Procura ha trovato un atto retrodato relativo alla piantumazione di alcuni alberi nella zona dei laghetti del Passetto per una spesa di 55mila euro. Due funzionari comunali avrebbero dichiarato l’inizio dei lavori a dicembre 2018 quando invece sarebbero iniziati a gennaio 2019.

«Per la retrodatazione dell’atto è ancora in corso l’accertamento per i due funzionari, così come è in corso l’accertamento del coinvolgimento dell’assessore Manarini nella vicenda - riferisce il sindaco-. Siamo certi che tutto si chiarirà. I lavori sono stati deliberati correttamente nel 2018, sono iniziati nel 2019 ed eseguiti, la spesa è stata liquidata. Se i due funzionari avessero retrodatato l’atto, probabilmente potrebbero averlo fatto per non perdere dei fondi. In realtà non c’era bisogno di fare nulla perché il Comune non perso il finanziamento anche se i lavori sono iniziati nel 2019 anziché nel 2018». Ma se da una parte in sede di Procura l’accertamento è in corso, la Corte dei Conti, che parallelamente aveva aperto un fascicolo per l’accertamento di danno erariale al Comune, ha invece concluso il suo procedimento in modo positivo. «All’assessore Manarini è arrivata la comunicazione della chiusura del procedimento. L’archiviazione da parte della Corte dei Conti significa che non c’è stato nessun danno erariale nei confronti del Comune. È una notizia positiva». 

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