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Cronaca Falconara Marittima

Inquinamento Raffineria Api, ammesse più di 50 parti civili al processo. C'è anche il Comune di Falconara

E' il primo procedimento per eco-reati per la società che guida l'impianto petrolchimico. Nessuna richiesta è arrivata da ministero dell'Ambiente e Regione per i cattivi odori che hanno portato i cittadini a fare numerosi esposti per le esalazioni avvertite dal 2013 al 2018

FALCONARA – Tutte accolte le richieste di costituzione di parte civile nel processo per inquinamento che riguarda la Raffineria Api. E' il primo procedimento per eco-reati che l'impianto falconarese si trova ad affrontare dopo un esposto fatto da cittadini, comitati ed associazioni ambientaliste nel 2015. Per un lungo periodo i residenti avrebbero sentito odore di idrocarburi persistenti, arrivare nelle loro case, avviando denunce che hanno portato la Procura dorica ad aprire un fascicolo per inquinamento ambientale. Dopo la prima udienza che si è tenuta il 26 gennaio scorso, oggi la giudice Paola Moscaroli ha respinto la richiesta della difesa degli imputati di estromettere alcune parti civili accogliendo tutte quelle presentate: una 50ina di cittadini, le associazioni ambientaliste Ondaverde, Cittadinanza Attiva, Wwf e Italia Nostra con gli avvocati Monia Mancini, Francesca Petruzzo, Tommaso Rossi, Valentina Copparoni, Elena Martini e Cristina Bolognini, e il Comune di Falconara. Autorizzata la citazione del responsabile civile Società Api Raffinerai Ancona.

Disappunto è stato espresso dagli avvocati Mancini e Petruzzo perché non è pervenuta alcuna richiesta di costituzione di parte civile da parte del ministero dell'Ambiente e da parte della Regione Marche. Le parti civili vogliono avere contezza sulle esalazioni che hanno respirato dal 2013 al 2018 e che hanno portato i residenti a fare gli esposti. Imputati nel processo sono Giancarlo Cogliati, amministratore delegato e il responsabile dell'ufficio ambiente e sicurezza Giovanni Bartolini, tutti e due di Api Raffineria di Ancona Spa. Tirando in ballo anche la società sui cattivi odori avvertiti dalla popolazione. 
Contestati i reati d'inquinamento ambientale colposo, il getto pericoloso di cose, la mancata applicazione del piano interno di sicurezza ed emergenza e la violazione delle prescrizioni in materia ambientale stabilite dal ministero. 
 

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