Aria irrespirabile, la protesta: «Noi i falconaresi doc, non verrà il Gabibbo a salvarci»

Un migliaio di persone alla manifestazione di protesta dopo la settimana delle esalazioni per l'incidente in Raffineria. Cenci: «Riesame serio delle emissioni»

La protesta dei lavoratori Api, con lo sciopero indetto dai sindacati, è stata silenziosa e priva di presidio. Quella dei cittadini, no. Circa un migliaio di persone (2mila per gli organizzatori, 700 per la Questura) hanno partecipato alla manifestazione di protesta indetta da Ondaverde e Mal'Aria a seguito dell'incidente al serbatoio TK61 della Raffineria Api, origine delle emissione maleodoranti che hanno avvolto per una settimana l'intera cittadina. Strade chiuse, in campo polizia, carabinieri e polizia municipale per consentire il corteo che ha attraversato il centro cittadino dopo l'assembramento delle 15 in piazza Mazzini. Sotto accusa finisce la Raffineria ma anche la gestione dell'emergenza. Non sono i toni dell'infuocata Commissione Ambiente di mercoledì 18 aprile ma la rabbia è ancora tanta. Sul palco di piazza Mazzini, già allestito per le imminenti elezioni comunali, è Roberto Cenci, uno dei leader di Ondaverde, a riepilogare i motivi della protesta. «Le istituzioni si devono prendere la responsabilità di prendere per mano questi importanti gruppi industiriali e portarli verso un futuro diverso che permetta loro business ma che non passi sopra la salute delle persone» ha detto tra gli applausi. Manifestazione che arriva pochissimi giorni (lavorativi, se consideriamo i ponti) dal 3 maggio data della conferenza dei servizi al Ministero dell'Ambiente per il rinnovo alla Raffineria dell'Autorizzazione Integrata Ambientale. Riunione alla quale lo stesso Comune, in attesa dei pareri Asur ma soprattutto a seguito di quanto avvenuto, ha espresso parere non favorevole. «Ci aspettiamo che sia occasione per un riesame serio delle fonti di emissioni – aggiunge Cenci - Purtroppo i ministeri ci hanno abituati a tante prescrizioni che poi magari nel tempo non vengono rispettate e non prevedono nessuna sanzione. Abbiamo chiesto che ci sia una diminuzione delle emissioni che non riguarda solo l'Api ma qui ci sono altre realtà insalubri. Forse si è sbagliato in passato a dare autorizzazioni quando già una situazione sanitaria era già chiara. Il Comune di Falconara negli anni ha dato pareri favorevoli che, pur non vincolanti, non ci risulta che abbia mai manifestato quale fosse la situazione sanitaria della popolazione. Sia il Comune che la Regione non hanno brillato nel rappresentare questa situazione. Brandoni porterà le nostre proposte alla conferenza dei servizi? Lo farà come documento del consiglio comunale o per fare la staffetta ai Comitati? Perché i Comitati al Ministero gli hanno già scritto da soli. Noi abbiamo chiesto che quel documento fosse sostenuto da tutte le forze del consiglio comunale».

Il corteo parte. Ci sono tutti. Cittadini, Centri Sociali delle Marche, Legambiente, Italia Nostra, la Rete Trivelle Zero. E poi i gruppi politici falconaresi. Falconara Bene Comune/Cittadini in Comune giocano in casa, ovviamente. Nella folla si intravedono esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, della Lega, i comunisti di Falconara a Sinistra ma anche il vicesindaco Stefania Signorini con alcuni candidati delle liste dell'attuale maggioranza. Cenci attacca quei politici che si sono accodati ora alle istanze da anni portate avanti dai comitati. Un "no" alle strumentalizzazioni difficile da portare avanti quando si ha un proprio candidato (Loris Calcina, ndr) in lizza per le civiche che sono espressione degli stessi Comitati. La manifestazione passa pacifica lungo via Bixio. Diversi commercianti hanno tenuto chiusa l'attività a sostegno dell'iniziativa. Si gira in via Cairoli per arrivare sulla Flaminia. Dal fondo del corteo alcuni accendono fumogeni. Che in una manifestazione di protesta contro emissioni che hanno fatto registrare picchi di benzene alle centraline di rilevamento della qualità dell'aria non sono il massimo. Tutto fa colore, però. Come gli striscioni "Arieggia tu sorella" chiaro riferimento all'Asur che nel pieno dell'emergenza consiglieva di arieggiare i locali ("per non far saturare i locali" ha spiegato, inascoltato, il responsabile Asur, Giuliano Tagliavento durante la Commissione Ambiente). Arrivati all'altezza di via Trento, scatta il sit in. «Ci prendiamo un piccolo atto di disobbedienza in questa città – ha detto Fabrizio Recanatesi del Csa Kontatto – e voglio dirvi che, dopo aver ascoltato tante cose in giro e sui social network, vorrei dirvi che non arriverà il Gabibbo a salvarci. Dobbiamo salvarci da soli con piccoli atti concreti e fermi. Un segnale che diamo a questa città. Questa è la settimana della rivincita dopo che per 10 anni hanno cercato di anestetizzare questa città. Sono anni che si parla dei dei falconaresi doc. Siamo noi i falconaresi doc. Abbiamo scelto di vivere qui, di lavorare in questa città, di crescere i nostri figli qui e non ce ne andiamo. Caso mai sono altri che se ne devono andare. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra città. Oggi dobbiamo esserlo». Si riparte. Via Trieste, via Leopardi. Poi Rosselli fino a via Roma. Il ritorno in piazza Mazzini attraversando via Bixio. Sotto la pioggia che non rovina la protesta ma la accompagna fino al suo epilogo. 

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