Violenza contro le donne, nelle Marche ormai è una piaga: il lato oscuro della regione

I dati diffusi dalla magistratura durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario

Sergio Sottani

ANCONA - Violenza contro le donne, lesioni sul lavoro, peculato, corruzione ma anche associazioni criminali etniche che operano come “mafia di servizio”. Sono queste le particolari criticità che nell’ultimo triennio ha dovuto affrontare la magistratura marchigiana. I dati sono stati resi noti dal procuratore generale presso la Corte di Appello di Ancona, Sergio Sottani, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario che ha visto anche la protesta degli avvocati dorici (GUARDA IL VIDEO)

Violenza di genere e infortuni sul lavoro

Tra i numeri relativi al periodo compreso tra luglio 2018 e giugno 2019 spiccano quelli relativi al tentato omicidio di genere: 8 casi su 20 riguardano le donne, contro i 3 casi su 17 dell’anno precedente. Per quanto riguarda la violenza di genere nel distretto di Ancona, le 3 accuse di tentato omicidio registrate nel periodo in esame hanno come vittima altrettante donne. Maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori salgono da 1.181 casi a 1.697. La parte positiva sta nel maggior numero di denunce che arrivano sui tavoli dei pm in tutte le procure marchigiane: «L’aumento di denunce è un dato significativo e positivo, segno che le donne non stanno in silenzio» ha detto Sottani, ribadendo l’importanza dell’ascolto della vittima. Per quanto riguarda le lesioni colpose sul posto di lavoro, il primo semestre del 2019 ha registrato 857 casi contro i 714 dello stesso periodo del 2018. 

Pubblica amministrazione, reati finanziari e furti in casa

Calano complessivamente i delitti contro la pubblica amministrazione, ma nel -13% generale aumentano i casi di peculato 130 contro i 108 dell’anno precedente) e corruzione (22 casi contro 16). In quanto a reati finanziari e contro la pubblica amministrazione spiccano gli aumenti di falso in bilancio (45 procedimenti contro i 14 dell’anno precedente) e corruzione (22 contro 16). Tema particolarmente sentito ad Ancona e frazioni è quello dei furti in appartamento. Questo dato è in lieve calo rispetto all’anno precedente (3.498 casi contro 3.521) ma estendendo l’analisi all’intero triennio la tendenza risulta in aumento: se infatti si considerano anche i 2.654 casi registrati tra l’estate del 2016 e quella del 2017 il dato complessivo segna un +28%. 

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Criminalità organizzata 

«La qualificazione di “zona franca” di questa regione non deve far abbassare la guardia» ha detto  Sottani, che ha specificato come nelle Marche non ci sia radicalizzazione delle mafie tradizionali ma ci sia terreno fertile per le cosiddette "mafie di servizio" dedite al riciclaggio, al reimpiego di proventi illeciti e all'impiego di manodopera in nero. Attenzione massima per la rilevante presenza dei collaboratori di giustizia: «Il cui contributo è imprescindibile nei processi penali ma che può rappresentare motivo di interesse per le organizzazioni criminali». Sulla malavita etnica: «Non vengono segnalate associazioni- dice Sottani- ma nelle Marche si sono inseriti gruppi criminali che, senza il controllo delle organizzazioni criminali autoctone, si sono ritagliati il proprio spazio in materia di droga, reati contro il patrimonio, sfruttamento della prostituzione e traffico di esseri umani». Il procuratore fa riferimento esplicito a sodalizi albanesi, nigeriani, cinesi, magrebini e rumeni. 
 

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