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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Cronaca via grotte

La fuga da casa, il cibo tra gli scarti e l’elemosina con dignità: la vita di Anna nel container che nessuno vede

L’avevamo lasciata nel 2019 in una roulotte parcheggiata nei pressi dello stadio Del Conero. Quando quella casa di fortuna è stata distrutta da un incendio, Anna si è rifugiata in un container a Posatora

ANCONA - L’avevamo lasciata nel 2019 in una roulotte parcheggiata nei pressi dello stadio Del Conero. Quando quella casa di fortuna venne distrutta da un incendio, Anna (44 anni) si è rifugiata in un container di via Grotte, “protetto” da un cancello rudimentale e nascosto dalla vegetazione troppo folta. Vive là con due gattini, Tigre e Pulce, e una cucciolata. L’energia elettrica la ricava da un generatore e il carburante per farlo funzionare quel poco che basta, arriva dall’elemosina che chiede in città. 

La storia 

Anna è originaria di Fermo. E'andata via di casa da giovane a causa, racconta lei, dei cattivi rapporti con la madre adottiva. Arrivata ad Ancona, si è sistemata prima in una roulotte nei pressi dell’ex Auchan, poi in quella allo stadio e infine nel grande container che fu di proprietà della questura. Per quasi dieci anni ha sbarcato in lunario con lavori occasionali. L’ultimo, donna delle pulizie, lo ha perso con l’emergenza Covid. Il cibo le arriva il giovedì tramite l’Unità di strada di Falconara, da suor Pia oppure se lo va a cercare lei stessa tra gli scarti dei supermercati. «Chiedo l’elemosina, lo faccio a testa alta- racconta- all’inizio non è stato facile perché ad Ancona ci sono praticamente cresciuta e mi conoscono, poi la gente ha capito che non lo facevo per chissà cosa ma per una questione di sopravvivenza». Reddito di cittadinanza? «Non ce l’ho, perché per averlo devo dimostrare di avere delle bollette da pagare, non avendo neppure un affitto da saldare non me lo danno. Io sto cercando lavoro, ma ora è difficile con tutte queste problematiche. Io potrei fare tutto quello che c’è da fare, non ho referenze, qualunque roba va bene».

Pochi amici

Tra i pochi amici c’è Calogero Corradini: «Quando Anna usava Facebook e Tik Tok ci siamo conosciuti via social e sono rimasto sbalordito dal posto in cui vive- racconta l’uomo- serve un aiuto, ho tagliato un po’ d’erba ma serve una mano, perché non può vivere così». 

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