Il nuovo vescovo arriva dal mare: la diocesi abbraccia monsignor Angelo Spina

Il nuovo vescovo di Ancona-Osimo è arrivato in porto a bordo di una motovedetta della Capitaneria. Bagno di folla in Duomo. Il ringraziamento a Menichelli: "Questa è casa tua"

E’ arrivato via mare, a bordo di una motovedetta della capitaneria di porto. Angelo Spina, nuovo arcivescovo metropolita della diocesi di Ancona-Osimo, si è presentato ai fedeli con un gesto simbolico. Un omaggio agli anconetani, popolo di mare, ma anche un messaggio forte e chiaro: “Camminiamo insieme, perché queste nostre città siano belle, abitabili, per un nuovo umanesimo che costruisce ponti anche se si viene dal mare”. 

L’arrivo via mare e il primo saluto

Il successore del cardinale Edoardo Menichelli si è imbarcato al porto di Numana dopo aver pregato in mattinata alla Santa Casa di Loreto. La motovedetta della Capitaneria lo ha accompagnato fino al molo Wojtyla. Alle 16 i suoi piedi hanno toccato la banchina. Spina è stato ricevuto dalle autorità civili, militari e politiche locali: il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Centrale Rodolfo Giampieri, l’onorevole Emanuele Lodolini, il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo e il presidente della Provincia Liana Serrani. I saluti di rito, poi il breve viaggio in auto fino al Duomo, che da diverse ore era gremito da anconetani ma anche fedeli delle precedenti parrocchie guidate da Spina in Abruzzo e Molise (In molti non hanno trovato posto dentro la cattedrale e hanno assistito alla cerimonia tramite un maxischermo). Alle 17 il nuovo arcivescovo è arrivato nel piazzale della cattedrale accolto da gruppi folkloristici abruzzesi e molisani. Quando lo sportello anteriore del suv grigio si è aperto è scattato l’applauso. “Ciao don Angelo!” ha esclamato una conoscente di vecchia data. Ma quel parroco dallo sguardo dolce, oggi, era vestito da un talare vescovile. Uscito dall’auto si è sistemato la collana che sostiene il crocefisso, poi ha indossato il copricapo, ha alzato le braccia e ha cominciato a salutare regalando sorrisi. Ha calcato i dieci scalini che portano all’ingresso della cattedrale accolto, ancora una volta, dagli onori di casa del sindaco Mancinelli e dal suono delle campane a festa. “Questa è una città che con il mare ha un rapporto particolare- ha detto il primo cittadino- è il nostro passato, le nostre radici, ma anche il nostro presente e il nostro futuro. La cattedrale affaccia sul porto e non è un caso”. La Mancinelli ha definito il nuovo arcivescovo un dono per l’intera città: “con cui ci auguriamo di stabilire un rapporto di amore vero così come quello testimoniato da chi lo ha avuto come parroco”. 

“Grazie eminenza, questa è casa sua”

Dopo aver varcato la soglia della cattedrale, Spina ha baciato un crocefisso poi è stato accompagnato sull’altare dal corteo composto dai sacerdoti della diocesi, 17 vescovi e da Edoardo Menichelli. Il primo pensiero dell’omelia è andato proprio al cardinale, suo predecessore: “Grazie, eminenza. Questa è casa sua e quando vorrà non dovrà bussare per entrare. Le porte sono sempre aperte”. Spina ha concentrato in cinque “P” i caposaldi del suo ministero: parola di Dio, preghiera, penitenza, pane di vita e pace. Poi si è rivolto ai sacerdoti presenti: “Ben poco potrei fare senza di voi. Statemi vicino, così come io desidero con voi. Aiutatemi a essere padre e pastore, questo è possibile quando in ciascuno c’è umiltà”. Ai poveri e sofferenti: “Il mio sguardo di pastore non si stancherà di guardarvi e scorgere i segni dei vostri disagi. I ponti di accoglienza dovranno essere costruiti giorno per giorno con attenzione a tutti, senza muri e barriere, moltiplicando le reti virtuose che ci sono in ognuno di noi, nelle nostre parrocchie, negli organismi pastorali, nella Caritas, nelle aggregazioni sociali e nel volontariato”. 

I presìdi di sicurezza

Duomo blindato sin dal primo pomeriggio, con pattuglie di vigili urbani che deviavano il traffico lontano dalla cattedrale. Il collegamento tra il centro e il duomo era assicurato da un servizio navetta. Presenti carabinieri, polizia e medici. Poco prima della comunione una donna seduta su un banco in settima fila ha accusato un lieve malore. E’ stata soccorsa dai volontari della Croce Rossa di Ancona e si è ripresa in pochi minuti.

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