Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

E' stato un piede, appoggiato sul lucernario, a far precipitare al suolo Andrea Monti

Voleva controllarne lo stato. Una ipotesi accreditata dalle testimonianze raccolte dalla squadra mobile sulla tragedia che si è consumata alla Baraccola, in via Fioretti. Salma ancora bloccata 

ANCONA – Tutta colpa di un piede, appoggiato sul lucernario in plexiglas. Questo ha fatto cedere il pannello, ormai usurato dal sole, facendo poi precipitare dal tetto del suo capannone il manager Andrea Monti. Un volo di dieci metri che è gli stato fatale. E' l'ipotesi accreditata dalle testimonianze che la squadra mobile ha raccolto tra i dipendenti che si trovavano dentro l'immobile della ditta “Quattro Separator”, alla Baraccola, in via Fioretti 7, e i tecnici che erano sul tetto con lui ieri mattina, per un sopralluogo utile all'installazione di pannelli fotovoltaici. Qualcuno avrebbe visto in diretta l'accaduto.

Monti voleva provare la resistenza e la stabilità del lucernario, che dava problemi e quindi lo voleva sostituire, ma avrebbe messo troppo peso sopra, tutto quello del corpo, senza un margine di prudenza nel caso la plastica non avesse retto. Una tragica fatalità. La Procura intanto non ha liberato ancora la salma del 53enne e sta valutando se eseguire una autopsia o richiedere solo un esame esterno della salma. Nel fascicolo aperto dalla pm Valentina Bavai, contro ignoti, si procederà con l'ipotesi di reato di omicidio colposo, finalizzato solo all'accertamento sulla salma. Questa mattina l'azienda di via Fioretti era chiusa.

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