Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

La strada chiusa e abbandonata, i residenti: «Non si può asfaltare solo in centro»

Via Saline ancora chiusa e disastrata: il ponte è fatto ma manca il collaudo. Il nostro viaggio tra i residenti arrabbiati di Ancona, Falconara e Camerata Picena

Una decina di chilometri divisa tra i comuni di Ancona, Camerata Picena e Falconara. Asfalto che sembra essere stato bombardato e un ponte chiuso che a oggi, a tre anni dalla sua inagibilità, è ancora chiuso. Tutt'attorno case isolate, pochi residenti che si sentono abbandonati. Stiamo parlando di via Saline, strada che collega Castelferretti con Casine di Paterno con diramazioni anche verso Palombina Vecchia e Castel d'Emilio. Problemi iniziati circa 5 anni fa quando per i lavori di realizzazione della terza corsia in A14 la via ospitò il cantiere e un via vai interminabile di camion. Nel tempo l'asfalto è stato martoriato. Nel 2015 il Comune di Ancona decretò, inoltre, l'inagibilità del ponte San Sebastiano. Strada chiusa. E traffico dei pendolari, che priva usavano questa come viabilità alternativa e più rapida per raggiungere il capoluogo, costretti a percorrere la più intasata Flaminia o la statale 16. Il ponte oggi è stato realizzato ma ancora non è percorribile. «I due chilometri che percorrevo per andare a fare la spesa a Casine sono diventati 12» racconta uno dei residenti. «Metà gennaio per la riapertura» aveva promesso l'assessore ai Lavori Pubblici Paolo Manarini in un consiglio comunale di metà dicembre. In attesa delle prove di carico e del rifacimento del manto stradale, gli automobilisti utilizzano (abusivamente) una striscia di terra battuta realizzata come strada di cantiere. In teoria sarebbe inaccessibile ai non autorizzati. In pratica accade altro: basta andare piano e avere l'accortezza di non praticarla dopo la pioggia perché il rischio è di restare bloccati nel fango. 

«Abito a 300 metri dal ponte chiuso – racconta un residente - Prima impiegavo sette minuti per andare a Castelferretti dal mio medico o in farmacia. Adesso ci metto 45 minuti perché devo passare da Paterno». Ma il ponte è solo uno degli aspetti che esaspera i cittadini. Le condizioni di tutta la via sono disastrose. Scendendo dal parco zoo di Falconara, via Castello di Barcaglione è crivellata. Dal suo incrocio, andando in direzione Castelferretti, avvallamenti e buche si alternano inesorabili. Salvare sospensioni e semiasse dell'auto è un autentico miracolo anche se si procede a passo d'uomo. Va meglio andando verso Ancona ma lungo la strada si incontrano alcuni piccoli ponti pericolosi per l'assenza di parapetto. Uno è stato danneggiato dal passaggio di un mezzo pesante. I resti della spalletta in muratura sono ancora nel fosso sottostante. «Non si può investire solo in centro – dice chi abita da queste parti - ci sono anche le periferie. Non chiediamo la luna, ma solo una strada percorribile. Eppure paghiamo le tasse come tutti». «Anche le canalette sotto l'asfalto stradale – ci fa notare un altro – per raccogliere l'acqua piovana convogliandola nei fossi hanno ceduto. Morale: l'acqua scende dalla collina e allaga la strada per poi ristagnare a bordo strada». Lungo la strada, sotto Camerata Picena, c'è anche un agriturismo. Tra cantieri, via vai di camion, difficoltà di raggiungere il posto anche per i fornitori, la clientela si è quasi dimezzata. Disagi e senso di abbandono che avevamo registrato anche tra le imprese della zona. Insomma, la riapertura della viabilità è solo un passo. Il prossimo, più che urgente, sembra essere quello di un accordo tra i tre comuni per sistemare la strada, ognuno per il suo tratto di competenza.

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