Truffa dello specchietto, beffata una Oss: «Mi ha detto che il padre era un carabiniere»

La donna è caduta nel vecchio trucchetto: «Ero stanca, appena uscita dal lavoro: ci sono cascata». Per il finto danno ha consegnato denaro all'imbroglione

Foto di repertorio

Puntuale come un orologio svizzero, torna ad Ancona la truffa dello specchietto. La vittima è una operatrice socio-sanitaria che su Facebook ha raccontato di essere stata raggirata mercoledì sera a Posatora, dalle parti di via Pesaro, mentre tornava a casa dal lavoro.

«Sono stata truffata, ancora mi brucia dentro quello che è successo, sono una persona buona, non so fare del male e non riesco a vederlo... quindi ci sono cascata totalmente» scrive, precisando che l’imbroglione sarebbe «un ragazzo molto curato, viso pulito, moro con accento del sud che guidava una macchina bianca, nuova. Stavo tornando da una notte di lavoro, ero molto stanca, ho sentito il classico rumore di quando urti uno specchietto di una macchina parcheggiata». Benché fosse sicura di non aver toccato l’altra auto, il ragazzo l’ha convinta a fermarsi: «Ha detto che era qui in vacanza, è venuto a trovare suo padre carabiniere... la macchina che guidava era a noleggio e io, passando, avevo rotto lo specchietto che penzolava vistosamente. Ci ho creduto, ha finto di chiamare la società di noleggio dell’auto dicendo che aveva trovato la macchina parcheggiata con lo specchietto danneggiato, faceva questo per non mettermi nei casini».

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Quindi è passato alla richiesta di denaro. «Con 127 euro più Iva lo specchietto si riparava - aggiunge la vittima -, lui non usava la franchigia per il noleggio e io non mettevo di mezzo la mia assicurazione. Non ho pensato neanche un secondo che la cosa fosse falsa, gli ho dato questi soldi, non ho chiesto nessun dato, non ho fotografato la targa... ho dato la colpa al caldo e alla mia stanchezza». Poi, l’amara constatazione quando, purtroppo, era ormai troppi tardi. «Era una truffa, io quei soldi li ho guadagnati con fatica e sudore, per averli ho tolto del tempo ai miei figli, ho dormito pochissimo, sono stata orgogliosa di averli messi da parte, erano importanti, io faccio i salti mortali per arrivare a fine mese». Infine, un appello agli anconetani: «Non fate come me che ancora credo nell'essere umano, se vi succede una cosa del genere chiamate la polizia. Se avete qualche dato in più della macchina o del ragazzo vi prego di comunicarmelo... Sono così delusa». 

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