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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca

Imperizie e ritardi durante il parto: bimbo nasce invalido al 100%. La famiglia vince la battaglia: maxi risarcimento e rendita a vita

Il Tribunale di Ancona ha accolto le richieste dell'avvocato Cristiana Olivieri. Il bambino non potrà neanche svolgere le più banali azioni quotidiane ed ha bisogno di assistenza totale

Un risarcimento record, destinato a diventare un caso-modello nazionale nei processi di malasanità. E' stato ottenuto dall'avvocato umbro, con studio a Gualdo Tadino, Cristiana Olivieri (nella foto in basso) e riconosciuto dal Tribunale di Ancona (II sezione civile, a discapito dell'Azienda Sanitaria Unica Marche difesa dall'avvocato Micozzi). La sentenza, emessa dal giudice Patrizia Pietracci, prevede un risarcimento molto articolato ma complessivamente di 2milioni 276mila euro e, oltre a questa cifra pesante, va aggiunta anche una rendita vitalizia per il piccolo Ivan (nome di fantasia per tutelare la famiglia) risultato disabile al 100% dopo il parto e non in grado di poterolivieri-avv provvedere anche alle più piccole e banali azioni quotidiane.

Un risarcimento che va a coprire le attuali e future ingenti spese per sostenere questa fragile esistenza, ma anche il dannoolivieri-avv morale ed esistenziale subito per un parto definito sbagliato e con tante negligenze per i genitori del piccolo e per i nonni. A carico della Regione Marche, l'avvocato Olivieri ha ottenuto anche una rendita a vita per il piccolo Ivan di seimila euro al mese sulla base di quanto deliberato dalla Commissione Ctu, che ha valutato le condizioni fisiche post-parto del bimbo: "è emerso inequivocabilmente che le alterazioni neuropsichiche e fisiche di cui è affetto il  minore richiedono assistenza continuativa e le necessità del minore possono essere coperte dal SSN, ma è concretamente da attendersi che, sul piano squisitamente assistenziale, molto graverà sulla  famiglia, essendo i servizi di territorio di sovente insufficiente a coprire la totalità delle esigenze e non  in grado di offrire quanto realmente richiesto".

La ricostruzione

Il parto avvenne nel 2011 all'ospedale di San Severino Marche e, per via di imperizie e negligenze accertate da parte del personale medico, invece di effettuare un parto cesareo d'urgenza si decise per un parto naturale con uso di ventosa per aiutare il bambino a venire alla luce. Purtroppo però il cordone ombelicale era attorcigliato al collo del nascituro. La ricostruzione tecnica dell'accusa parla di una "nascita avvenuta a seguito di travaglio prolungato, con parto indotto distocico, con applicazione di ventosa. I sanitari, secondo la tesi accusatoria, ignorarono la sofferenza fetale attendendo molte ore per il parto naturale invece che di applicare il parto cesareo determinando l'instaurazione di un processo di di  sofferenza fetale. Il bambino, nato con un giro di cordone ombelicale intorno al collo, presentava al  primo minuto ipotonia ed assenza di attivitàrespiratoria e cardiaca, tanto che venne intubato e  sottoposto a massaggio cardiaco a seguito del quale, al secondo minuto, la frequenza cardiaca riprendeva". Fu trasferito al Salesi di Ancona, ospedale specializzato per l'infanzia, dove nei giorni successivi  manifestò crisi convulsive da sofferenza ipossico-ischemica. La diagnosi fu confermata dal reparto di neuro-psichiatria infantile: "gravi esiti di sofferenza  ipossico, ischemica perinatale, tetraparesi spastica ed epilessia".

L'invalidità del bimbo, tradotto in termini extra-medici, è stata determinata dalla mancanza di ossigeno prolungata mentre avveniva il parto con ventosa, senza tenere conto del cordone ombelicale che era stretto intorno al collo e faceva da cappio. Un parto cesareo avrebbe consentito una nascita indolore e senza complicazioni. Era nato senza battito cardiaco e il cuore è tornato in funzione dopo un paio di minuti di tentativi di rianimazione. La Regione Marche ha sempre negato il collegamento dell'azione sanitaria al danno provocato ad Ivan, seppur confermando la causa di ipossia intro-parto. Il risarcimento permetterà una assistenza forte 24 ore su 24, a domicilio e costante, anche se al momento non è arrivato neanche un euro e l'avvocato Olivieri è pronta a firmare altri atti per velocizzare il pagamento. 

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