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I tassisti di Ancona sono in emergenza

I tassisti di Ancona sono in emergenza

Tassisti in trincea, l'emergenza è doppia: «Siamo senza lavoro e a rischio contagio»

Andrea Lucantoni parla a nome di tutti i colleghi anconetani: «I trasporti si sono ridotti del 90%, noi siamo a corto di mascherine: abbiamo paura del Coronavirus e nessuno ci aiuta»

In trincea ci sono pure loro, i tassisti di Ancona, costretti ad affrontare una doppia emergenza: sanitaria, innanzitutto, ma anche professionale, dal momento che il Coronavirus ha quasi azzerato gli spostamenti e, di conseguenza, il loro lavoro.

«Senza stipendio per un mese possiamo starci, ma la cosa che ci preoccupa di più è la salute, nostra e di chi ci aspetta a casa»

Andrea Lucantoni parla a nome di tutti i 32 tassisti di Ancona. L’ansia è enorme: mascherine, guanti e disinfettanti scarseggiano e i pochi clienti che salgono in auto, spesso non indossano dispositivi di protezione, ormai introvabili. «Siamo costantemente a rischio contagio, potete immaginare lo stato di apprensione in cui viviamo - dice Andrea -. Stiamo valutando di chiedere alle istituzioni un sostegno per ricevere Dpi, ma non sappiamo nemmeno a chi rivolgerci. Io ho due mascherine: una è quasi consumata, l’altra la custodisco come un diamante. Non è un problema di poco conto perché le scarse chiamate che riceviamo, arrivano dal Pronto soccorso, dagli ospedali o da abitazioni verso il nosocomio. Quindi siamo esposti ogni giorno al rischio di contrarre il Coronavirus: non possiamo vivere con la paura di trasmetterlo ai nostri familiari. Di questo passo, non potremo più lavorare».

Un settore in crisi 

Dati alla mano, i trasporti effettuati dai tassisti dorici si sono ridotti del 90%. «La mole di lavoro è quasi a zero - spiega Andrea -. La nostra base alla stazione è una piccola stanza, perciò abbiamo diviso i turni in due, per evitare assembramenti: quattro di noi coprono una fascia, altri quattro quella successiva. In questo modo riduciamo anche i contatti tra di noi.  Ma ormai facciamo al massimo un paio di spostamenti al giorno, a volte nemmeno uno e spesso non completiamo il giro dei quattro. Tuttavia, ci impegniamo ad offrire ugualmente un servizio alla città e a chi ne ha davvero bisogno perché ormai gli alberghi sono chiusi e le aziende sono quasi tutte ferme: dobbiamo comunque garantire il trasporto dei macchinisti delle Ferrovie, per il cambio turno, da Ancona a Falconara e viceversa, nell’ambito di una convenzione». 

Divisori di sicurezza

Per la sicurezza propria e dei passeggeri, i tassisti di Ancona hanno deciso di montare dei pannelli divisori in plexiglass per isolare l’abitacolo delle loro vetture e scongiurare contaminazioni. «Li abbiamo acquistati e installati a nostre spese, è un servizio di sicurezza in più che offriamo all’utente. Nessuno ci aiuta, purtroppo la nostra categoria non è considerata: siamo liberi professionisti, abbiamo le nostre scadenze da rispettare in termini di tasse e contributi, ci siamo giorno e notte, ma qualcuno ci deve mettere nelle condizioni di poter continuare a lavorare. Staremmo a casa volentieri anche noi, ma non possiamo - conclude Andrea -. Abbiamo delle famiglie da mantenere, un servizio da garantire e obblighi morali da rispettare». 

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