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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca

Sushi contaminato da parassiti e 15 chili di merce scaduta, chiuso dalla polizia e multato di 8mila euro un ristorante

Si tratta di una attività etnica agli Archi di Ancona. E' rientrato nei controlli dell'operazione “Alto Impatto” per prevenire la criminalità nel quartiere del Piano e zone limitrofe

ANCONA – Non aveva gli abbattitori per il sushi, contaminato da un pericoloso parassita e nel frigorifero aveva 15 chili di pesce scaduto. La polizia ha multato e fatto chiudere un ristorante etnico agli Archi. L'attività è rientrata nei controlli specifici iniziati questi mattina e disposti dal questore Cesare Capocasa, concordati con il prefetto Darco Pellos, per prevenire episodi di criminalità nel quartiere. La chiusura del ristorante è stata attuata dalla polizia di Stato, divisione amministrativa, in collaborazione con la polizia locale. All'interno aveva 15 chilogrammi di merce scaduta, per lo più prodotti ittici, gravi carenze anche a livelli igienico sanitario, la pavimentazione sporca in cucina così come i frigoriferi. L'Asur ha disposto la sospensione dell’attività di preparazione del sushi per mancanza dell'abbattitore, richiesto in questo genere di cibo lavorato a crudo, e sospetta proliferazione di escherichiacoli, un pericolosissimo parassita. Al ristorante è stata fatta anche una diffida amministrativa per mancata etichettatura del prodotti e mancati attestati per la manipolazione degli alimenti per i dipendenti della cucina. Per tutte queste violazioni è arrivata anche una multa complessiva di 8mila euro. Il locale non aveva nemmeno gli orari di apertura esposti.  Da novembre dello scorso anno questo di oggi è il 70esimo servizio dedicato per prevenire e contrastare la criminalità diffusa nello storico quartiere del capoluogo dorico, con un impiego di oltre 1.000 operatori di polizia. Solo nella giornata sono stati 40 i poliziotti impegnati nelle attività di prevenzione e repressione dei reati, tra squadra mobile, polizia amministrativa, immigrazione, reparti prevenzione crimine e personale elitrasportato, che, dal primo pomeriggio, ha sorvolato la città.

LA REPLICA DEL RISTORANTE 

L’ufficio immigrazione ha rintracciato e identificato due cittadini moldavi, rimpatriati nel loro paese di origine, in esecuzione dei provvedimenti di espulsione emessi dal prefetto di Ancona e convalidati dal giudice di Pace di Ancona. Avevano precedenti di polizia per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, nello specifico carte di identità rumene che avevano utilizzato per poter soggiornare e lavorare in modo fraudolento in Italia. Un cittadino di nazionalità somala, che aveva richiesto asilo in Svizzera è stato fatto tornare in Svizzera. L'attività ha visto effettuare anche 15 posti di controllo, che hanno consentito l'identificazione di  300 persone e 130 veicoli. Personale della divisione Anticrimine ha proceduto al controllo di 15 individui sottoposti a misure limitative della libertà personale, presso le rispettive abitazioni. «Sicurezza urbana e riqualificazione del territorio sono la risposta più efficace – ha commentato il questore - per garantire la vivibilità e la quieta convivenza della comunità, soprattutto in un quartiere storico come il Piano San Lazzaro».

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