Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

In viaggio per i cunicoli dell'Ancona sotterranea: aperto un nuovo tratto 

Acquedotto fino al secondo Dopoguerra, ecco 800 metri di percorso che si vanno ad aggiungere a quelli già aperti. Tra canali e pozzi partono le visite guidate

L'acqua continua a scorrere in barba alla siccità. Due pozzi profondi una ventina di metri, verosimilmente comunicanti attraverso canali subacquei, lasciano intravedere acqua cristallina e, sopra, resti di una struttura per il prelievo. Siamo a circa 8 metri sotto il suolo del Viale della Vittoria. Il vecchio acquedotto, funzionante fino alla realizzazione delle nuove tubature, è stato liberato e reso visitabile all'interno del progetto Ancona Sotterranea. Dopo la Cisterna Stamira e la Cisterna Romana del Calamo, un nuovo tragitto per un tour affascinante e guidato da speleologi. L'ingresso è da un tombino di fronte allo stadio Dorico. Da lì si parte verso il Passetto. Attraverso una deviazione si arriva fin sotto il campo sportivo. Questi cunicoli, tra l'altro, sono collegati, tramite un altro tunnel che passa sotto piazza Diaz, con la zona di via Trento (la cosiddetta Chioccia) e, da lì, alla Cisterna Stamira. Proprio quest'ultima è vista dal Comune come il terzo step del progetto di valorizzazione a fini turistici dei sotterranei dorici. Idea che sembra piacere al pubblico: da gennaio ad agosto, secondo i dati in possesso del Comune, sono stati 867 i visitatori che hanno scelto questo tipo di itinerario. 

Da domani, domenica 3 settembre, sarà visitabile su prenotazione. Gli interessati possono rivolgersi al 329.5462168 o inviare una mail a prenotazioni@anconasotterranea.it. Al costo di 20 euro saranno dotati di tuta per non sporcarsi, stivali di gomma, casco con torcia e compagnia delle guide speleologiche della Regione Marche. Antica la storia di questi canali. Si ipotizza che l'acqua provenga dalla Fonte di Capo d'Acqua sul monte Conero e che agli albori rifornisse sia Ancona che Numana. La struttura di base è simile agli acquedotti sotterranei della Mesopotamia. In epoca Romana, nel corso del Medioevo e via, attraverso i secoli, si è costruito sull'esistente fino ad arrivare agli anni '30 quando la piana che ospitava orti si trasformò in quello che oggi è il Quartiere Adriatico. Ai tempi esisteva anche la figura professionale del fontaniere, una specie di antenato dell'odierno operaio di Multiservizi, che si occupava di liberare il canale sotterraneo dalle radici, dai blocchi di calcare (che oggi formano a tratti vere e proprie lastre a pelo d'acqua), provvedere a opere murarie di manutenzione. Le mura sono disseminate da piccole nicchie a mezza altezza per appoggiare le lucerne e numeri in carboncino per indicare i metri del percorso. In basso ci sono aperture: probabilmente servivano per raccogliere anche le acque piovane. 

L'acqua, dicevamo, scorre tutt'ora. Dal Viale della Vittoria arriva alla Chioccia, poi alla Cisterna Stamira e infine, passando sotto il corso Garibaldi, giunge al collettore fognario che si trova sotto il Teatro delle Muse. Una storia nascosta ancora tutta da scoprire. «Nella nostra ricerca del patrimonio di Ancona – ha detto l'assessore alla Cultura, Paolo Marasca prima di addentrarsi tra i cunicoli – a volte ci troviamo di fronte a luoghi che hanno bisogno di manutenzione, altre a realtà da scoprire. Il progetto Ancona Sotterranea lo abbiamo ereditato. Anche se era fermo siamo riusciti a portarlo avanti e passo dopo passo vogliamo far diventare tutto visitabile. Ancona è prima di tutto una bellissima e antica città, sempre in movimento e piena di sorprese».
 

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