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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

Addetti alla security, ma qualcosa non torna: scattano multe per 60mila euro

Verifiche sugli istituti che si occupano di vigilanza privata sul territorio, anche di importanti sedi come Asur, Inps, Regione Rai

ANCONA - Utilizzavano fondine non regolamentari per contenere l’arma oppure utilizzavano radio portatili non collegate con la centrale operativa. In alcuni casi gli addetti alla security erano addirittura irregolari. La polizia amministrativa e di sicurezza, nell’ambito un’azione sinergica tra Prefettura e Questura, ha stanato e multato diversi istituti di vigilanza che operavano ad Ancona in modo non propriamente regolare.

Negli scorsi mesi la polizia ha svolto numerosi controlli per verificare l’operato delle guardie particolari giurate addette al controllo sia di esercizi ed imprese private del territorio, che di importanti sedi istituzionali ed uffici pubblici (INPS, Regione, Rai, Asur). In particolare nel luglio del 2021 è stato multato penalmente il titolare di uno di queste società poiché utilizzava addetti alla sicurezza non armati e non qualificati come guardie particolari giurate per vigilare, di notte un tratto di litorale della costa del Conero. Due degli operatori non erano stati regolarmente assunti e per questo l’istituto è stato anche sanzionato amministrativamente dall’ispettorato del lavoro di Ancona al pagamento di una multa di 3mila e 600 euro. Difatti i servizi notturni devono essere effettuati solo da guardie particolari giurate, per il rischio che si corre nella vigilanza attiva in quelle ore, anche a tutela degli stessi operatori del settore. Il seguito al controllo è scattata la multa di 7mila euro da parte della Prefettura. 

Ma non è tutto. Infatti a settembre dello scorso anno il titolare di un altro istituto con sede in Veneto ma che opera ad Ancona è stato multato poiché non aveva fatto il radiocollegamento con la sala operativa. Così le guardie giurate si limitavano a comunicare tra loro solo attraverso una radio portatile interna mentre erano in servizio in un magazzino privato e in una sede istituzionale. Le stesse guardie effettuavano il servizio utilizzando una fondina non regolamentare, una sorta di marsupio all’interno del quale custodivano l’arma che, in tal modo non era prontamente estraibile in caso di emergenza e di intervento. In questo caso il Prefetto della provincia veneta, di seguito alla segnalazione della Polizia amministrativa di Ancona, ha disposto una multa di 50mila euro per la violazione del regolamento di servizio e del Tulps. Ancora, ad ottobre 2021 anche un altra società di security che ha sede in provincia di Pesaro è stata multata perché svolgeva la vigilanza senza radiocollegamento e senza dunque assicurare un fondamentale raccordo tra le guardie in servizio e la sala operativa. 

Nei decorsi giorni poi è stato segnalato all’Autorità giudiziaria per la violazione del regolamento del Questore di Roma un istituto di vigilanza che svolgeva servizi ad Ancona, presso una sede istituzionale, senza essere dotato di alcun tipo di radiocollegamento. Infatti né le guardie, né le auto erano dotate di radio collegate con la sala operativa. Il titolare dello stesso istituto aveva dichiarato di avere allestito un Pod (un punto operativo distaccato) a Jesi, una sorta di sala operativa d’appoggio che però, ad un controllo effettuato da personale della Squadra amministrativa e di Sicurezza della Questura e del Commissariato di Jesi, si è rivelato essere in disuso, chiuso e non dotato di alcuna struttura minima operativa. Gli atti sono stati trasmessi anche al Prefetto di Roma per le valutazioni del caso. «I controlli - fa sapere la questura dorica - continueranno nelle prossime settimane al fine di assicurare che i servizi di vigilanza privata in questione siano effettuati con il massimo rispetto delle normative di settore, nell’ambito di quella sicurezza integrata del territorio che deve essere implementata e migliorata anche nella nostra provincia».

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