Cronaca

Ancona: sciopero generale, al corteo sfilano migliaia di lavoratori

Il corteo si è mosso da corso Carlo Alberto a partire dalle 9 di venerdì. Alla manifestazione, terminata in piazza Cavour, presenti oltre cinquemila lavoratori arrivati in città con circa 50 pullman. Blocco dei centri sociali al porto

Venerdì è stato il giorno dello sciopero generale di 8 ore promosso da Cgil e Uil. Nelle Marche la manifestazione si è svolta ad Ancona con un corteo partito da corso Carlo Alberto. Gli oltre cinquemila lavoratori, arrivati nel capoluogo con una cinquantina di pullman, dopo aver risalito il centro storico hanno terminato i comizi in piazza Cavour.

" Noi oggi chiediamo al governo di rivedere le sue politiche per superare la crisi  - ha affermato  Manuela Carloni , segretario generale Cgil Marche -  Secondo noi il governo sta sbagliando e non sta mettendo al centro il lavoro ma le imprese. Noi chiediamo che si metta al centro il lavoro ed i lavoratori a partire anche dal rinnovo del contratto del pubblico impiego. Sarebbe una grande occasione per avere un ruolo attivo nel rinnovo della pubblica amministrazione che deve essere rinnovata dal basso, attraverso il coinvolgimento dei lavoratori. Noi siamo qui per dare un messaggio molto forte al governo. I lavoratori dicono no alla Legge di Stabilità, che tra l'altro opera dei tagli molto profondi anche sulla pubblica amministrazione, agli enti locali ed alle regioni. Il governo - ha chiuso  la  Carloni   - deve mettere al centro il ruolo dei lavoratori. Senza un investimento in ricerca, informazione e conoscenza il paese non potrà mai ripartire" .

BLOCCO AL PORTO. Alla manifestazione presenti i centri sociali marchigiani in piazza "contro le politiche economiche, sociali ed del lavoro del Governo Renzi", che hanno dato vita ad uno spezzone autonomo ed indipendente nel corteo che ha attraversato le strade della città. Lo "spezzone precario" si è poi staccato dal corteo principale, ed ha raggiunto la zona del Lazzaretto, dando vita ad un presidio che per circa un paio d'ore ha bloccato l'ingresso e l'uscita dei tir dal Porto. Presenti anche le forze dell'ordine che poco più avanti hanno formato un cordone di sicurezza. (vedi gallery) 

GULLIVER E RETE STUDENTI MEDI. "Acu Gulliver e Rete degli Studenti Medi Marche hanno aderito allo sciopero generale di oggi. Gli studenti marchigiani sono scesi in piazza per ribadire la loro contrarietà al Jobs Act, alla legge di Stabilità, alle misure su scuola e istruzione, che cancellano diritti e tutele dei giovani, sia come studenti, che come lavoratori. Le associazioni studentesche erano presenti al corteo, al quale hanno partecipato circa 300 studenti, medi ed universitari, provenienti da tutte le Marche. Le due associazioni, insieme alla CGIL Marche, hanno inoltre appeso degli striscioni davanti alla sede del Comune e nelle mura di fronte Porta Pia. La Rete degli Studenti Medi e il Gulliver - UdU Ancona chiedono oggi un modello d'istruzione più inclusivo e rispondente alle esigenze degli studenti, e maggiori investimenti su Università e Ricerca, settori sui quali è pesantemente gravato il peso dei tagli della finanza pubblica. Al contrario, istruzione e diritto allo studio dovrebbero costituire un punto di partenza per la ripresa del Paese, perché, in qualità di motori di crescita e sviluppo, possiedono enormi potenzialità di sviluppo. È, dunque, importante oggi più che mai una condivisione delle lotte tra studenti e lavoratori, perché l'istruzione e il mondo del lavoro sono due realtà strettamente connesse, non soltanto perché gli studenti di oggi saranno i lavoratori di domani, ma anche perché l'istruzione e l'innovazione sono fondamentali per rilanciare l'economia e il lavoro di questo paese. Questi importanti concetti sono stati ribaditi da Elena Lippi, della Rete degli Studenti Medi Marche, intervenuta dal palco a nome degli studenti. La grande partecipazione allo sciopero è la prova tangibile di come i giovani siano stanchi delle politiche del Governo Renzi, e di come sia forte la volontà di chiedere un'inversione di rotta, partendo proprio dagli investimenti sull'istruzione."

AMBASCIATA DEI DIRITTI. "Per lo sciopero generale di oggi ad Ancona lo spezzone precario dei centri sociali e delle realtà di movimento marchigiano hanno bloccato gli ingressi al terminal de porto: un blocco efficace, reale, concreto che per ore ha impedito alle merci di transitare. Per difendere i diritti dei lavorati per chiedere il reddito sociale e il salario minimo europeo non basta solo scioperare e non andare al lavoro si è scelto il blocco della circolazione causando pesanti disagi anche nella viabilità in ingresso e in città, uno stop generale dell'imbarco e dello sbarco dei TIR. Bloccata anche la partenza delle navi che per i ritardi nelle procedure di imbarco sono rimaste ferme in porto per ore. I manifestanti dello spezzone precario hanno presidiato il viale di accesso ai terminal con slogan "basta passeggiate confederali, lo sciopero deve tornare a essere una dinamica reale che produca danno ai padroni e ai loro profitti. Interventi degli studenti medi, dei precari, dei lavoratori della logistica AdlCobas e SiCobas che hanno detto più volte in modo diverso “che i nemici oggi sono la Bce, i governi Ue, le banche, il sistema economico finanziario, non il profugo, il migrante, il povero. Un blocco del porto per denunciare anche le espulsioni collettive verso la Grecia dei potenziali richiedenti asilo e dei profughi, in violazione delle norme internazionali; riammissioni che continuano nonostante la condanna della Corte Europea per i diritti dell’uomo contro l'Italia: fuori legge i rimpatri disumani tra i porti italiani dell'Adriatico e quelli di Patrasso e Igoumenitsa. Con la sentenza è stato bocciato il principio che riconosceva la Grecia come “paese sicuro” e che metteva a riparo le autorità italiane tutelandole nel praticare il “respingimento con affido al comandante”.Ma ad Ancona si continua a respingere. Oltre 500 persone tra operai, studenti, precari, migranti, lavoratori della logistica, operatori sociali e lavoratori delle cooperative sono stati insieme nella giornata di lotta di oggi. Questo il senso politico dello spezzone precario: ricomporre ciò che in questi anni è stato sistematicamente diviso. La viabilità è stata paralizzata per ore dal centro della città fino allo svincolo per l'autostrada, causando forti disagi anche sulla superstrada per Roma."

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