Questore ai saluti: da De Cristofaro all’untore, l’Ancona di Oreste Capocasa

Il questore uscente saluta la città dopo 4 anni

Oreste Capocasa

Al momento di stringere le mani ai presenti Oreste Capocasa, prossimo alla quiescenza, non ha trattenuto le lacrime. Il questore uscente ha formalmente salutato gli uffici nei quali è arrivato 4 anni fa e che da aprile lascerà a Claudio Cracovia, in arrivo da Udine: «Torno a fare bene il marito e a dare un contributo alla famiglia che mi ha visto assente per 25 anni». In quei 25 anni Capocasa ha sgominato diverse attività criminali tra le quali spicca la banda della Uno Bianca quando nel 1994 era capo dell’Anticrimine a Rimini. Ad Ancona invece, sotto la sua dirigenza, la squadra Mobile ha arrestato il latitante Filippo De Cristofaro. Capocasa ha anche pianto davanti ai sei lenzuoli che coprivano i cadaveri durante la maledetta notte di Corinaldo: «Per un questore è il momento più difficile, la prevenzione dei locali deve sempre essere al massimo e se le commissioni svolgono bene il proprio compito, tutto porta a momenti diversi» ha commentato senza entrare nel merito delle indagini in corso. 

Da De Cristofaro all'untore

Nella conferenza stampa di saluto, Capocasa ha ringraziato tutto il personale della questura ed ha elencato alcuni risultati di rilievo ottenuti in quattro anni a via Gervasoni: la cattura in Portogallo del killer del catamarano Filippo De Cristofaro, l’arresto del commando che rapinò il furgone portavalori sull’A14 a colpi di kalashnikov, la cattura di Jurgen Mazzoni, dell’untore Claudio Pinti e il contrasto alla droga con operazioni tra cui il sequestro di 2 tonnellate di marijuana e il controllo nelle scuole come nei bus. «Come controllo del territorio lo stesso Capo della polizia ci ha messo al primo posto tra le questure d’Italia considerando il rapporto tra pattuglie impiegate (almeno tre al giorno su turni) e personale in organico». Negli ultimi 4 anni sono state controllate 120mila e 60mila veicoli, i furti in appartamento sono tuttora una piaga: «I dati però dicono che dal 2015 in città c’è stata una diminuzione del 12,5% e in provincia dell’11,8%, il problema è che basta un caso per far calare la percezione della sicurezza tra la gente». Anche il 2019 si è aperto con diversi raid ad Ancona e frazioni, ma secondo il questore non c’è una recrudescenza: «Ad oggi, rispetto ai primi tre mesi del 2018, il numero di furti in abitazione è invariato». 

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La Uno Bianca

Il periodo a cui Capocasa è rimasto particolarmente legato è stato quello riminese: «Iniziammo le indagini sulla Uno Bianca nel 1989 e li arrestammo nel novembre del 1994, uno spazio temporale lungo e segnato da troppe morti. Non ci si può esaltare, perché di quella banda facevano parte dei poliziotti ma se non ci fossimo arrivati sarebbero stati ben altri i risultati. E’ stata un’investigazione molto difficile, che in alcuni momenti sembrava impossibile». Il capitolo su Ancona si chiude invece con una considerazione: «E’ una città che consente di vivere serenamente. L’anconetano? E’ una persona riservata ma molto attenta a cosa fai e a come lo fai. Sono riconoscente per come sono stato accolto, per l’educazione, il modo di porsi della gente e l’affetto che i cittadini hanno dimostrato». 
 

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