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Venerdì, 12 Aprile 2024
Cronaca

Collegamenti e cultura dell’accoglienza. Ancona scommette sul rilancio del turismo

Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche apre al rinnovamento della struttura. Nella seconda parte dell’anno in mostra reperti che non venivano esposti dal ’72. Gli operatori turistici più collegamenti con gli hub internazionali

ANCONA - Il capoluogo delle Marche in cerca della vocazione turistica. Che poi l’attrattiva ce l’avrebbe pure: il posizionamento panoramico sul mare, le spiagge della Baia di Portonovo e la vicinanza con il Conero i suoi percorsi naturalistici. Le bellezze artistiche e i contenitori d’arte in città. Il rilancio turistico di Ancona parte da basi solide, ma occorre implementare. Bene, ad esempio, il cluster della cultura. I contenitori d’arte hanno fatto il pieno di visitatori, molti da fuori città e fuori regione. Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, ad esempio, chiude il 2022 con 10 mila presenze, appena sotto il periodo pre-covid che si attestava sui 12-15 mila visitatori. Fondamentale la presenza dell’aeroporto, scalo strategico per l’incoming in vista anche delle nuove rotte in partenza a primavera-estate su Parigi e Londra-Gatwick. Ma una volta arrivati in città servirebbero maggiori collegamenti con il resto del territorio. Non ultima una cultura dell’accoglienza che meriterebbe di essere sviluppata ulteriormente. Insomma, checchè se ne dica, Ancona non parte certo da zero. Però si può e si deve lavorare in maniera più strutturata per alzare l’asticella. 

Il posizionamento

«Con l’inizio del 2023 il Museo ha dato il via ad una stagione di pesante rinnovamento - spiega il direttore Diego Voltolini - a partire da quello strutturale, con il restauro dello scalone 700esco Vanvitelliano, fiore all’occhiello per la città di Ancona, e poi il cantiere per l’ampliamento degli uffici e l’adeguamento sismico delle sale temporanee». Sul fronte dell’offerta espositiva «nella seconda metà dell’anno verrà inaugurata una sezione dedicata all’età romana nelle Marche - prosegue Voltolini - e saranno recuperati dei reperti che non venivano messi in mostra dal terremoto del ’72». E poi la comunicazione, con il restyling di tutti i contenuti grafici e la « riscrittura delle componenti virtuali fruibili anche online» spiega il direttore. Un piano che si svilupperà su un orizzonte temporale di due anni, ma che compirà i primi passi già nei prossimi mesi. 

L’accoglienza

Ad un’offerta di livello, e alla capacità di saperla comunicare, vanno però messi a sistema una serie di servizi. L’ospitalità, e quindi «una cultura dell’accoglienza - sottolinea Marco Pierpaoli, segretario generale di Confartigianato Ancona, Pesaro e Urbino -, l’obiettivo è rendere la città accogliente e valorizzarne le bellezze storiche, artistiche, culturali e imprenditoriali. Perciò servirebbe un tavolo di lavoro condiviso con tutti gli attori che possono portare un contributo per rendere la città inclusiva e aperta ad un miglioramento». E per un upgrade in tal senso non possono restare fuori «i collegamenti interni con il territorio circostante - fa presente Eros Renzetti, titolare dell’hotel Fortino Napoleonico -, ma anche la prossimità con importanti hub internazionali».

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