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Privo di sensi nelle acque del Passetto: «Lo abbiamo visto scendere in mare»

A strapparlo alla morte istantanea sono stati due ragazzi che lo hanno tirato fuori dall'acqua e una giovane infermiera che ha prestato i primi soccorsi

«Lo abbiamo visto scendere in acqua gradualmente, ci è rimasto per circa cinque minuti, ma aveva perso i sensi». A parlare sono due ragazzi che stavano passeggiando lungo la spiaggia del Passetto. Sono stati loro i primi a vedere il 43enne anconetano calarsi in mare dagli scogli che si trovano tra la scalinata e il cantiere dell’ascensore. Lo hanno salvato con l’aiuto di un terzo giovane. Mancavano pochi minuti all’una. La scalinata era frequentata da diverse persone che si stavano godendo qualche ora al sole in attesa del pranzo. L’uomo è vivo ma versa ancora in gravissime condizioni. A strapparlo alla morte istantanea sono stati due ragazzi che lo hanno tirato fuori dall’acqua e una giovane infermiera che ha prestato i primi soccorsi. Tutti si trovavano li casualmente. L’infermiera ha praticato il primo massaggio cardiaco una volta che il 43enne è stato portato a riva.

Sul posto sono poi arrivati i Vigili del Fuoco, gli agenti della squadra volanti, un’ambulanza della Croce Gialla accompagnata dall’automedica del 118 e una pattuglia della Guardia Costiera. Dopo gli ulteriori soccorsi l’uomo è stato portato via in barella lungo la scalinata, vista la non utilizzabilità dell’ascensore. «E’ sceso in acqua vestito, ci sarà rimasto per quattro o cinque minuti» hanno raccontato i due testimoni. «Abbiamo iniziato a urlare, poi è intervenuto un terzo ragazzo che ha iniziato a fischiare- continuano i giovani, visibilmente scossi- è rimasto per tutto il tempo con la pancia per aria e la corrente lo teneva sempre a pochi metri dalla scogliera, poi si è capovolto». A quel punto uno dei due ragazzi si è tuffato in mare per recuperare il 43enne. L’altro lo ha aiutato a posizionarlo sulla spiaggia di cemento. L’infermiera ha infine praticato il primo massaggio cardiaco. Al momento del trasporto in ospedale, i dispositivi medici rilevavano segni vitali. L’uomo però non ha mai ripreso conoscenza e le sue condizioni restano molto gravi.

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