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Il bimbo ha fretta di nascere, parto in ambulanza: Francesca diventa ostetrica

Il piccolo è nato a pochi metri dall'ospedale pediatrico Salesi a bordo del mezzo della Croce Gialla. Il racconto di chi ha vissuto quei momenti di grande emozione

Il personale che ha soccorso la mamma

Attimi intensi quelli vissuti ieri sera dal personale della Croce Gialla di Ancona. Una mamma di 35 anni ha dato alla luce il figlio in ambulanza. Il suo è stato un parto precipitoso e non c'è stato neppure il tempo di arrivare all'ospedale pediatrico Salesi. Il piccolo, infatti, è nato a pochi metri dall'ospedaletto. La mamma di origini afghane per tutto il tempo è stata supportata e rincuorata dal personale medico-infermieristico e da Francesca Mori, militessa in prima linea in questro straordinario intervento. 

Erano le 19,20 quando alla centrale operativa del 118 è arrivata la chiamata: «donna incinta con forti dolori riconducibili al travaglio». Così il personale dell'automedica si è precipitata per contrallare le condizioni della gestante. «Ne capitano tanti di casi così - racconta Francesca - ma non avrei mai immaginato che da lì a pochi minuti avrebbe partorito sulla barella. Saliti in casa il medico ha capito subito che andava portata in ospedale. Abbiamo provato a farla sedere e a quel punto si sono rotte le acque. Così l'abbiamo immediatamente caricata sulla barella. Dopo qualche minuto i dolori si facevano sempre più forti ed era chiaro che la situazione a quel punto era diventata irreversibile. Alle 19 e 40 è nato il bimbo». Il cordone ombelicale è stato "clampato", poi mamma e bambino sono stati affidati alle cure dei medici dell'ospedale. «Con la mamma - prosegue Francesca - si è creata una forte complicità in quel momento, lei non parlava bene l'italiano e così comunicavamo molto con lo sguardo. Non mi era mai capitata una cosa simile, è stato incredibile. Qunado si è aperto il portellone dell'ambulanza il pilota e i dottori del Pronto soccorso ginecologico ci hanno trovato con il piccolo in braccioche piangeva. Avevamo delle facce sconvolte».

Pensare che la mamma 35enne, al suo quarto figlio, il mattino era già stata al Salesi per farsi visitare e per eseguire un monitoraggio ma, forse per i problemi legati alla lingua, non aveva atteso la risposta dei dottori ed era tornata a casa. Il papà ha fatto sapere che sia lei che il neonato stanno bene e presto verranno dimessi. 

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