Cronaca

Notte Blu al veleno: «Non sapevamo nulla, si sono appropriati del nome di Palombina»

L’atto di accusa verso l’organizzazione dell’evento è stato lanciato dal titolare di uno degli stabilimenti rimasti fuori dal cartellone. Pronta la replica della cooperativa

Beach volley per giovanissimi, serate musicali, foot volley e polemiche. Sabato 28 luglio torna la Notte Blu di Palombina, quest’anno però al veleno: «Come tutti gli anni chi organizza non pubblicizza nulla fuori del solito gruppo di stabilimenti, sono sempre gli stessi 3 o 4 chalet sotto Collemarino che si sono appropriati del nome di Palombina ma di fatto escludono tutti gli altri operatori del litorale da questo evento». 

A lanciare l’accusa è Alessio Ancarani, titolare dello stabilimento “Gabbiano”: «Pensano che Palombina coincida con Collemarino ma in realtà finisce al confine con Falconara e noi che siamo in quella zona non siamo stati coinvolti- continua Ancarani- è come organizzare la notte bianca di Ancona in corso Mazzini senza però fare nulla in corso Garibaldi. Della “Notte blu di Palombina” ho saputo tramite facebook ma nessuno mi ha contattato, è come se pubblicizzassi una delle serate latine del mio stabilimento come “Palombina festa latina”, non mi piace che venga usato il nome del litorale per una cosa che riguarda solo i fatti loro». Ancarani ha sfogato la sua rabbia anche con un post su Facebook, ma prima ancora in una telefonata di ieri sera con Gianfranco Cirulli, titolare dello stabilimento “Playa Solero” e consigliere della Cooperativa Bagnini Palombina che organizza l’evento. 

Cirulli ha voluto specificare che la “Notte Blu”: «Non è un evento collegato tra vari stabilimenti, ogni locale è libero di fare il proprio intrattenimento notturno» e sulla mancata comunicazione ad altri stabilimenti non cerca scuse: «E’ stata una dimenticanza ma non vogliamo escludere nessuno, il fatto è che è stato organizzato tutto in meno di 15 giorni, comprese le trattative con il Comune, l’evento rischiava anche di saltare. C’è stato un problema di tempi e di comunicazione. La questione del nome? Noi facciamo parte di un gruppo che si chiama “Cooperativa Bagnini Palombina” e Alessio non ne fa parte, ma non è questo il problema. Ripeto, è stata proprio una dimenticanza dovuta all’organizzazione frenetica».

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