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Mohamed Nour Dachan

Mohamed Nour Dachan

Scarpe in moschea, Dachan: «Un disguido, in casi di emergenza si può entrare»

Mohamed Nour Dachan interviene sull’episodio di via Dalmazia spiegando che l'obbligo di entrare scalzi in moschea è un fatto igienico e derogabile in emergenza

«E' stato un disguido, Il problema non esiste perché non è una questione culturale ma solo di igiene». Mohamed Nour Dachan prova a gettare acqua sul fuoco sulla vicenda degli operatori della Croce Gialla, inizialmente ostacolati dall’imam di via Dalmazia a soccorrere un fedele dentro la moschea perché indossavano le scarpe. Un fatto avvenuto domenica scorsa.

Il punto di vista della Croce Gialla

Dachan è il presidente della comunità islamica delle Marche nonché imam della moschea di via Giuseppe di Vittorio alla Baraccola. Sulla vicenda avvenuta al centro di culto del Piano spiega che la questione culturale non c’entra nulla: «Evidentemente c’è stato un disguido con chi era alla porta, perché non c’è un divieto a entrare con le scarpe. Il discorso è igienico perché noi sul tappeto posiamo la testa per fare la prosternazione e quindi a chi entra chiediamo di indossare i calzari che forniamo noi. Se però in quel momento c’è un’emergenza e i calzari non sono a disposizione è chiaro che i soccorritori possono entrare anche con le scarpe. Semmai il personale della moschea pulisce il pavimento appena possibile».

La versione dell'imam di via Dalmazia

Niente sacralità del tappeto dunque: «Quando preghiamo negli altri posti, come ad esempio il palasport, non è che quel suolo diventa sacro- conclude Dachan- Ripeto, è solo una questione di igiene. Chi era alla porta in via Dalmazia ha sbagliato, ma ho anche visto che si è corretto perché poi i soccorritori sono entrati».

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