In lacrime per Rio, l'artista dei cocktail: era il volto storico del Bar Torino

Romagnoli aveva 83 anni e ha trascorso una vita ad elaborare drink nel suo locale di corso Garibaldi: il Covid ha aggravato le sue condizioni di salute

Rio Romagnoli è stato l'anima del Bar Torino

Addio al re dei cocktail. Se n’è andato a 83 anni Rio Romagnoli, volto conosciutissimo ad Ancona, un’istituzione nel mondo mondo del commercio: per oltre trent’anni è stato lo storico volto del Bar Torino di corso Garibaldi, dove era cresciuto sin dal 1952 come aiuto barman. Ex dipendente di Fincantieri, dopo essere andato in pensione, nel 1989 aveva deciso di rilevare il locale dai fratelli Argento e Gualtiero Giorgini, che per lui sono stati maestri e amici inseparabli e dai quali aveva ereditato il motto "Bevete e sorridete". Così coronò il suo sogno: quello di elaborare e servire drink ricercati ai suoi affezionati clienti.

Ed era un vero maestro: dalle sue mani non nascevano semplici cocktail, ma opere d’arte con cui ha saputo stregare anche i tanti Vip che in tutti questi anni hanno fatto tappa al Bar Torino, prima di un concerto o di un’esibizione a teatro. Eleganza impeccabile, raffinato, sempre sorridente, nel suo piccolo ma accogliente locale sapeva dare il benvenuto ai clienti con un savoir faire d’altri tempi. Il Bar Torino era la sua casa: fino all’ultimo ha cercato di non separarsene, ma i problemi di salute l’hanno costretto a ritirarsi, un anno e mezzo fa, lasciando il locale nelle sapiente mani della figlia Roberta e del nipote Alessandro Governatori, che dal nonno ha appreso tutti i segreti del mestiere e oggi è uno dei barman più apprezzati del capoluogo dorico.

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Negli ultimi mesi le condizioni di Rio sono peggiorate: a gennaio si era sottoposto a Torrette a due delicati interventi chirurgici che sembrava aver superato brillantemente. Ma durante la fase della riabilitazione ha contratto il Coronavirus che ha ulteriormente aggravato il suo quadro clinico: ha trascorso un periodo al Santo Stefano, poi all’Inrca, quindi di nuovo a Torrette dove la notte scorsa, a seguito di un’infezione e di problemi renali, ha smesso di lottare. Lascia i figli Roberta e Roberto, la moglie Amelia e i nipoti Anna, Giulia, Valerio e Alessandro, che lo ricorda con commozione: «E’ stato lui a trasmettermi la passione per questo mestiere, già da quando avevo 6 anni: era così bravo che bastava osservarlo per imparare e innamorarsi delle sue creazioni. Ciao nonno». 

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