Cronaca

Anticorruzione, alla Mole 300 dipendenti comunali per le nuove linee guida

Si è svolto ieri all'auditorium conferenze della Mole Vanvitelliana, un corso formazione in materia di "Etica, integrità, legalità, trasparenza" a cui hanno partecipato oltre 300, tra funzionari e dirigenti di sei comuni

Si è svolto all'auditorium conferenze della Mole Vanvitelliana nella giornata di ieri un corso formazione in materia di “Etica, integrità, legalità, trasparenza” a cui hanno partecipato oltre 300, tra funzionari e dirigenti dei Comuni di Ancona, Chiaravalle, Fabriano, Falconara, Jesi e Senigallia.

L’iniziativa rientra nel protocollo Comuni Lab, che mette insieme gli enti  per migliorare l’attività della pubblica amministrazione attraverso percorsi di formazione che si tradurranno in un miglioramento concreto del servizio fornito al cittadino.  Il progetto della durata di tre anni crea una nuova sinergia sul territorio ottimizzando anche le risorse destinate alla formazione ed ha il sostegno di ANCI Marche e Legautonomie. L'incontro è stato introdotto dal professor Graziano Cucchi, esperto di organizzazione e processi formativi, che ha sottolineato come la difficoltà degli enti pubblici stia nel rendere agevole e diffusa la sensibilità al problema della corruzione. Il professor Lorenzo Saltari (professore associato di Istituzioni di diritto pubblico nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Palermo, dove insegna Diritto regionale e degli enti locali) è intervenuto nel dettaglio nell’incontro di ieri illustrando la normativa che regola questo ambito a partire dalla Legge Severino, la 190/2012.

Si tratta di mettere in luce non solo quei meccanismi necessari a prevenire la corruzione eclatante ma anche tutti quegli episodi di ‘maladministration’ (cattiva gestione) che non raggiungono la rilevanza penale ma che finiscono per rallentare l’azione dell’Amministrazione e contribuiscono ad allontanare i cittadini dalle istituzioni” ha spiegato Saltari il quale ha poi aggiunto….”Il pubblico funzionario si deve riappropriare della sua identità che va riscoperta così da rendere meno permeabile la vita amministrativa ad episodi di scorrettezza. E’ possibile recuperare il divario tra cittadini e pubblica amministrazione attraverso un percorso culturale che implica generazioni ma per il quale siamo già sulla buona strada”. 

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