Uscita del porto ancora più a nord, gli ingegneri critici: «Costi troppo elevati»

Così Alberto Romagnoli, presidente dell'Ordine Ingegneri della provincia di Ancona

foto di repertorio

“Con la soluzione dell’uscita a nord prevista prima dello stabilimento Bartoletti, in sintonia con l’Amministrazione Comunale e con tutte le altre Istituzioni locali, credevamo che il pesante disagio a cui sono sottoposti da decenni gli abitanti di Torrette ed in particolare di via Conca e la criticità del collegamento tra Porto ed Autostrada, avessero avuto gli anni contati». Così Alberto Romagnoli, presidente dell'Ordine Ingegneri della provincia di Ancona.  

«Ci sbagliavamo, abbiamo recentemente appreso che ANAS sta abbandonando questa ipotesi per concentrare l’attenzione su una differente soluzione, prevedendo di spostare l’uscita dalla Strada Statale ancora più a nord, prolungando il rinterro a mare sino sotto l’area tutelata di Colle Ameno, su cui posizionare la nuova Statale. Non conosciamo i motivi che inducono ANAS a superare l’uscita a nord  “Bartoletti”, tuttavia, a nostro avviso la nuova soluzione prospettata, oltre a comportare evidenti maggiori costi economici, presenta un impatto ambientale enorme, con la conseguente difficoltà ad attraversare assieme la Flaminia, la rinnovata ferrovia con eventuali barriere e la nuova strada statale senza realizzare nuovi soprapassi o sottopassi. La città di Ancona ed il suo sviluppo portuale, con l’uscita dal Porto, vivono da quarant’anni un incubo, l’incapacità di trovare una soluzione reale, fattibile ad un problema ormai non più sostenibile. Abbiamo avuto modo di conoscere bene le diverse soluzioni che sono state perseguite fino ad oggi, prima l’uscita a sud, poi l’uscita a ovest, quindi l’uscita a nord, e, adesso la nuova arrivata uscita a nord “plus” che prevede il prolungamento del rinterro a mare sino sotto l’area tutelata di Colle Ameno. Non vorremo che l’introduzione di un nuovo tracciato viario, estremamente impraticabile a nostro giudizio, costituisse un nuovo motivo per procrastinare le sofferenze della nostra Città, che devono trovare assolutamente rimedio. Convinti come siamo che la crescita della Città di Ancona debba passare per una rivoluzione infrastrutturale, siamo al lavoro da alcuni mesi su un altro fronte che ci sta a cuore, ovvero lo studio per realizzare l’arretramento della linea ferroviaria dalla costa, lavoro molto complesso che mi auguro possa sfociare presto in un progetto concreto che l’Ordine degli Ingegneri metterà a disposizione delle Istituzioni che governano il territorio e lascerà in dono alle generazioni future».

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