Incendio al porto, i sindacati: «Subito nuovi spazi per salvare posti di lavoro»

Incontro nella sede dell'Autorità portuale con le rappresentanze di Cgil, Cisl e Uil: «Riutilizzare l'area ex Bunge»

L'incendio all'ex Tubimar

Si è tenuto nella sede dell'Autorità portuale l'incontro chiesto da Cgil, Cisl e Uil territoriali, fortemente preoccupate a seguito dell’incendio all’ex Tubimar, sia per gli eventuali rischi per la salute dei cittadini e dei lavoratori del porto, sia per le possibili ripercussioni sul lavoro.

All'incontro erano presenti Rodolfo Giampieri e Matteo Paroli, presidente e segretario generale dell’Autorità portuale, oltre al direttore dell’Arpam, Giancarlo Marchetti. Le organizzazioni sindacali hanno preso atto dei dati forniti dall’Arpam, che evidenziano la non pericolosità della nube sprigionata dell'incendio, in quanto le sostanze contenute erano di gran lunga al di sotto dei limiti di tossicità. Per quanto riguarda la situazione delle attività produttive coinvolte, il presidente ha convenuto con le organizzazioni sindacali che occorre lavorare velocemente per far in modo di rendere disponibili altre aree portuali, affinché le aziende dislocate all’ex Tubimar possano riprendere la produzione in tempi brevi, così da evitare ogni ipotesi di trasferimento, facendo perdere ad Ancona posti di lavoro e lavorazioni pregiate. Già oggi vi sono lavoratori in difficoltà di ricollocazione, a seguito delle conseguenze dell’incendio. Vale per le attività di logistica e, ancor di più, per quelle della cantieristica. «Il porto di Ancona è un asset strategico per l’economia di tutte le Marche, necessita di spazio e viabilità adeguata: ora è necessario non perdere tempo e ripristinare in tempi brevi l’area coinvolta e nel frattempo tutelare le aziende e i posti di lavoro», sottolineano i sindacati.

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«In attesa del recupero dell’area ex Tubimar, è prioritario il riutilizzo degli spazi già Bunge - forzando i tempi d’acquisizione e utilizzando ogni percorso che ne consenta un uso anche  transitorio - e una rilettura complessiva degli spazi portuali, che spinga anche al superamento dei blocchi che caratterizzano, da anni, la realizzazione di molte opere fondamentali (vedi darsena). Soluzioni innovative, anche se transitorie, possono essere studiate, con il concorso di tutti gli enti, magari contando sulla presenza della ferrovia. Per fare ciò - continuano i sindacati - serve un’azione sinergica tra tutte le istituzioni coinvolte, le parti sociali e le aziende: per questo le organizzazioni sindacali hanno proposto che venga rapidamente istituito un tavolo di confronto per affrontare questo tema con la nuova amministrazione regionale, il Comune di Ancona e le associazioni di impresa. La questione è troppo importante per non essere discussa e affrontata con determinazione».

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