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Le frodi creditizie non vanno in vacanza, nelle Marche oltre 550 casi

Il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Ancona, con 155 casi

L’Osservatorio sui Furti d’Identità e le Frodi Creditizie, realizzato da CRIF e giunto alla 24^ edizione, nell’ultimo aggiornamento stima che nell’intero anno 2016 i casi di frode creditizia o emissione di cambiali e assegni a nome altrui perpetrati mediante furto di identità siano stati più di 26.100, con una perdita economica che supera i 152 milioni di Euro. Il dato, in ulteriore crescita a fronte dei circa 25.300 casi rilevati nel corso dell’anno precedente, conferma un fenomeno in costante espansione.

Nello specifico, l’Osservatorio CRIF prende in esame le frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità, con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene.

LA SITUAZIONE NELLE MARCHE

La ripartizione percentuale delle frodi per regione mostra una maggiore diffusione di questo fenomeno criminale in Campania, Lombardia, Sicilia e Lazio mentre il maggior incremento rispetto al 2015 si registra in Umbria con un eloquente +29,2%.

Per quanto riguarda le Marche, nel corso del 2016 sono stati rilevati 552 casi: il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Ancona, con 155 casi, seguita da Pesaro e Urbino, con 139 casi. Fermo è invece la provincia meno colpita da questo fenomeno criminale, con 61 casi registrati nel 2016 pur avendo fatto segnare la crescita più sostenuta in regione, con un +19,2% rispetto al 2015. Forte incremento anche nella provincia di Macerata (+11,3%).

IL PROFILO DELLE VITTIME

Lo studio di CRIF evidenzia che la maggioranza delle vittime sono uomini (nel 64,3% dei casi per la precisione) mentre relativamente alla distribuzione delle frodi per classi di età, quella in cui si rileva il maggior numero di casi risulta essere ancora una volta quella compresa tra i 41 e i 50 anni, con il 26,3% del totale. Il maggior peso delle classi più mature trova spiegazione nella tendenza da parte dei frodatori a individuare vittime che si caratterizzano per stabilità reddituale, una storia creditizia consolidata ed elevata propensione agli acquisti di beni durevoli. Da sottolineare, però, come la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento sia quella degli under 30 (+11,3%) a dimostrazione che, rispetto a quanto si potrebbe pensare, i giovani spesso si caratterizzano per abitudini poco prudenti e una ridotta attenzione verso comportamenti virtuosi che potrebbero contribuire a ridurre il rischio di subire un furto d’identità finalizzato a realizzare una frode.

LA TIPOLOGIA DI FINANZIAMENTO OGGETTO DI FRODE

Dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio di CRIF emerge che il prestito finalizzato continua ad essere di gran lunga la tipologia di prodotto di credito maggiormente colpito: il 64,27% dei casi, infatti, riguarda questa forma tecnica.

In linea con il trend degli ultimi anni, si registra un aumento significativo per le frodi perpetrate sulle carte di credito (+79%), che arrivano a spiegare il 18,5% dei casi totali.

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