Bagni proibiti, una pioggia e tornano i divieti: arriva il patto con i bagnini

Gli ultimi rovesci già suggeriscono il tipo di stagione balneare del Golfo di Ancona: una corsa a ostacoli tra i divieti di balneazione ad Ancona e Falconara

Pioggia tra venerdì e sabato. Pioggia anche domenica mattina (21 maggio) e solita musica sul litorale tra Falconara e Ancona con l'ennesimo divieto di balneazione lungo tutto il Golfo dorico causa sversamenti fognari in mare e in attesa di verifiche da parte dell'Arpam. Non che sia una novità, visto che già nelle precedenti stagioni balneari si è dovuto assistere a continuti stop e intere giornate perse per gli operatori balneari. Lo stop è scattato sabato 20. Da Villanova di Falconara fino al Cardeto di Ancona. Vero che la stagione non è ancora iniziata ma le premesse non sono delle migliori. I bagnini falconaresi, nei giorni scorsi, hanno incontrato Comune e Capitaneria di Porto ed è stato siglato un accordo sulla gestione dei divieti. La nota positiva, diramata dal Comune, è che su «44 analisi effettuate solo una ha avuto riscontro negativo – fanno sapere dal Castello - Quindi, in seguito alla valutazione dell’esito delle analisi della qualità delle acque effettuate da Arpam, la Regione ha mantenuto la classificazione attuale delle acque di balneazione». 

Il che non consola il comparto alle prese con circa 100 giorni di attività all'anno, ridotta di oltre un mese per i vari divieti e, inoltre, minata nell'immagine da una pubblicità negativa che ne consegue. L'accordo con i balneari prevede un servizio di salvamento presente anche nel corso dei divieti e nel caso di chiusura degli stabilimenti mentre per la gestione dei divieti, in caso di sversamento, Multiservizi darà comunicazione direttamente ai bagnini. A loro spetterà il compito di affiggere i cartelli di divieto. Multiservizi per il momento, lontana dall'adottare una soluzione per eliminare gli sversamenti che ancora non è stata individuata «sta provvedendo all'installazione nei vari scolmatori lungo il litorale comunale di rilevatori di portata per valutare anche la quantità di reflui fuoriusciti a mare – concludono dal Comune di Falconara - ciò in aggiunta ai sensori già installati per registrare l’inizio e la fine degli sversamenti». 

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