Documenti falsi per richiedere un finanziamento, scoperta tenta la fuga: arrestata

Un piano all'apparenza perfetto. A tradirla la data di nascita. L'addetto alle vendite si è insospettito ed ha chiamato le forze dell'ordine. Poi la fuga e l'arresto

L'intervento della Volante

Era quasi riuscita a compiere la truffa perfetta, ma a tradirla è stata una data di nascita. E' finito con un arresto, nel pomeriggio di giovedì, il tentativo di una 43enne di acquistare prodotti di elettronica utilizzando documenti falsi. La donna infatti, dopo essere entrata in un negozio del capoluogo, aveva deciso di acquistare un Iphone di ultima generazione ed un computer, per un importo totale di circa 3mila euro. Dopo aver chiesto le condizioni per finanziare l'acquisto, ha consegnato la carta d'identià all'addetto alle vendite. Al momento di consegnare le proprie generalità, la donna è stata vista sbirciare sul suo documento già depositato, come se non si ricordasse la data di nascita. A quel punto il dipendente, che si è accorto del veloce gesto della donna, ha trovato una scusa e si è allontanato per c chiamare la Polizia. La 43enne, capendo che qualcosa non andava, ha tentato la fuga, correndo tra i clienti del negozio. Gli agenti però l'hanno bloccata poco dopo, mentre era nascosta tra le auto in sosta. All’interno della sua borsetta c'erano due carte di identità con foto identiche e che raffiguravano la donna ma con dati anagrafici completamente diversi, una busta paga e due tessere sanitarie con dati personali discordanti. Accompagnata presso gli Uffici della Questura è stata sottoposta ai rilievi fotodattiloscopici ed identificata: cittadina italiana, nata e residente in un comune della provincia di Napoli, classe 1973, coniugata ed incensurata.

La carta di identità mostrata per truffare il negozio, invece, riportava i dati anagrafici di un’ipotetica donna, inesistente, nata nel 1981, residente a Rimini, stesse generalità riportate sulla busta paga rilasciata da una fantomatica azienda di servizi di Rimini e sulla tessera sanitaria. La carta di identità era perfetta in ogni dettaglio e solo grazie all’esperienza e all’acume investigativo, i poliziotti sono riusciti a far emergere che il documento era falso: stessi colori, timbri, consistenza della carta, fatta eccezione per alcuni particolari nella filettatura nella ruvidezza. Un perfetto artefatto così come la busta paga e la tessera sanitaria che secondo gli investigatori denota una specializzata manifattura del falso. Dopo le formalità di rito la donna è stata arrestata.

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