Delitto di via Crivelli, la figlia accusata di omicidio avrà l'eredità

La giovane avrà l'eredità e la pensione di reversibilità dei suoi genitori, nonostante l'accusa di omicidio. Nessuno dei parenti farà ricorso. A riportare la notizia è "Il Messaggero"

ANCONA - Le spetta l'eredità e la pensione di reversibilità dei suoi genitori, nonostante sia accusata di omicidio. A riportare la notizia è "Il Messaggero".

La 16enne, indagata in concorso con il suo fidanzato Antonio Tagliata, per aver ucciso Fabio Giacconi e Roberta Pierini, riceverà tutto ciò che le spetta come figlia unica, a prescindere da come si concluderà il suo iter giudiziario. Secondo la legge, le uniche figure che possono opporsi sono i parenti più prossimi. Questa possibilità, secondo quanto dichiarato dall'avvocato della giovane Annavittoria Banzi, sembra molto lontana, confermando che nessuno dei parenti ha intenzione di far ricorso per indegnità della giovane all'eredità.

«Nel caso vi sia una persona condannata con una sentenza definitiva - ha affermato il legale della 16enne - i parenti possono presentare una richiesta per indegnità all'eredità.  Nel caso in questione, tutti i parenti sono assolutamente convinti di non intraprendere questa strada. Questo significa che anche in caso di condanna, la giovane succederebbe ai suoi genitori.» Oltre all'eredità, la 16enne ha diritto anche alla pensione di reversibilità dei suoi genitori. Qualche centinaio di euro che la Banzi non ha ancora quantificato: «Ci stiamo muovendo per ottenerla - ha continuato il legale - serve un iter preciso e vedremo come si muoveranno gli enti preposti all'erogazione. Domani (sabato 9 gennaio ndr) sarà tutto pronto per presentare le necessarie istanze.»

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Intanto le indagini proseguono. Secondo gli ultimi sviluppi sul telefonino di Antonio Tagliata risulterebbero alcuni sms cancellati. Ad ora non ci sono prove che la ragazza abbia aiutato il suo fidanzato durante la preparazione del duplice omicidio. Il 12 febbraio si deciderà se accogliere o meno l'impugnazione presentata dai suoi legali, contro la custodia in carcere. «Se la ragazza dovesse tornare libera - conclude la Banzi - il suo futuro sarà verosimilmente lontano da Ancona

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