Cronaca Montirozzo / Via Carlo Crivelli

Delitto di via Crivelli, Carlo Tagliata: «Mio figlio plagiato dalla ragazzina»

Parla il padre di Antonio Tagliata, il 18enne che si trova recluso a Montacuto in stato di fermo con l'accusa di omicidio, tentato omicidio e porto abusivo di arma. E descrive una relazione che stava destabilizzando il figlio

ANCONA - Ha confessato il delitto ma anche detto che non era intenzionato ad uccidere. Ha sparato solo per difendersi dall'aggressione di Fabio Giacconi, 49 anni, padre della sua fidanzata minorenne, incontrato per un chiarimento che si è trasformato in un bagno di sangue. È quanto ha sostenuto Antonio Tagliata, 18 anni, ora recluso a Montacuto in stato di fermo con l'accusa di aver ucciso Roberta Pierini, 49 anni, madre della fidanzata, e ferito gravemente Giacconi, facendo fuoco sulla coppia con una calibro 9. A raccontare le ore precedenti il delitto è invece Carlo Tagliata, padre del 18enne. "Alle 12.40 di sabato Antonio mi ha telefonato dicendo che voleva suicidarsi – racconta l'uomo – Io e mia moglie abbiamo cercato di farlo ragionare ma ci ha chiuso il telefono e non ha più risposto. A quel punto abbiamo chiamato le forze dell'ordine. Quando i carabinieri sono venuti ad avvisarci di quanto era successo pensavamo solo l'avessero ritrovato. Siamo sconvolti. Mio figlio era un ragazzo dal cuore d'oro, che si caricava sempre sulle spalle i problemi degli altri anche se ne aveva tanti suoi da risolvere. Soffriva di attacchi di panico, era seguito da un medico. La verità è che la relazione con questa ragazza lo aveva trasformato. Lei lo ha plagiato. Non era più lui. Nell'ultima settimana aveva tentato due volte di suicidarsi. Le Istituzioni sapevano tutto ma nessuno ha fatto nulla. Questa tragedia si poteva evitare".

Durante l'interrogatorio, terminato alle 4 del mattino di domenica, il ragazzo ha ammesso la responsabilità della sparatoria. Ha detto di essere andato a casa dei Giacconi armato perché temeva la reazione del padre di lei. Difficile stabilire i rapporti tra le parti. Se da una parte è vero che Fabio Giacconi e Roberta Pierini osteggiavano la relazione tra la figlia e il 18enne, dall'altra Carlo Tagliata rivela che la minore è stata ospite in casa sua, con il permesso dei genitori, per almeno una 20ina di giorni. "Si sentiva come in famiglia qui da noi – dice – L'aveva accompagnata la madre, con tanto di valigia. Poi vedendo l'influsso che aveva sul mio ragazzo, ho preferito richiamare i genitori e farla venire a prendere. Questo è successo una decina di giorni fa".

Sempre secondo il racconto di Tagliata senior, la ragazzina avrebbe incontrato il figlio un'ora prima del delitto. Lui le avrebbe messo la pistola in mano, le avrebbe chiesto di ucciderlo, di mettere fine alla sua esistenza. "Lei invece – contina Carlo – lo ha convinto a desistere. Insieme sono andati a casa dei suoi genitori. Lei ha aperto e quando ha visto che il padre stava aggredendo Antonio, gli ha urlato di sparare". Versione tutta da verificare, ovviamente. Come da verificare sono le indiscrezioni sul rapporto conflittuale tra i Giacconi e la figlia che sarebbe iniziato ben prima del rapporto con Antonio. La ragazzina in passato avrebbe tentato più volte la fuga da casa e, in un'occasione, si sarebbe rivolta ai carabinieri di Brecce Bianche per segnalare episodi di maltrattamenti da parte del padre. "Uscita dalla caserma – conclude Carlo Tagliata – ha inviato un messaggio a mio figlio. Era il 28 ottobre".

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