Passa due ore a fumare su una panchina: «Me ne infischio del divieto»

L'uomo ha pure fornito il nome del suo avvocato di fiducia ai vigili urbani: ora passerà dei guai. Distributore automatico come un bar: la polizia valuta la chiusura

I controlli della polizia locale al Piano

Non si fermano i controlli della Polizia locale per verificare il rispetto della normativa contro la diffusione del Coronavirus.

Questa mattina un cinquantenne anconetano è stato denunciato perché per quasi due ore ha sostato seduto su una panchina in corso Carlo Alberto. E’ stato controllato una prima volta attorno alle 10 mentre fumava una sigaretta e ha spiegato che stava andando a fare la spesa alla Coop: attorno a mezzogiorno la pattuglia è tornata sul posto e l’ha ritrovato sulla stessa panchina. Al che, ha ammesso candidamente: «Me ne infischio del decreto, io esco lo stesso e vado a spasso». Quando i vigili urbani gli hanno spiegato che l’avrebbero denunciato, lui ha risposto: «Non c’è problema, fate come volete» e ha fornito il nome del suo avvocato di fiducia. La denuncia, a quel punto, è scattata davvero. Sempre questa mattina sono stati allontanati alcuni giovani che, in corso Carlo Alberto, stazionavano nei pressi di un distributore automatico di bevande: la Polizia locale sta pensando di farlo chiudere perché rischia di diventare un surrogato del bar.

Nel corso della mattinata sono state controllate oltre 96 strutture commerciali verificando l'apertura e il rispetto della distanza interpersonale da parte degli avventori. Oltre 50 le auto fermate i cui conducenti sono risultati in regola. Monitorati anche 7 parchi chiusi al pubblico. «Il fatto che troviamo meno auto in circolazione e meno persone in giro per la città - afferma la comandante della Polizia locale, Liliana Rovaldi - significa che gli anconetani sono diventati coscienziosi ed hanno capito il senso della normativa vigente e delle indicazioni che sono state date alla popolazione. Parallelamente, al centralino del comando della Polizia Locale, riceviamo numerose telefonate di cittadini che ci ringraziano per il lavoro che svolgiamo e ringraziano soprattutto le pattuglie presenti sulla strada che fanno rispettare le regole a tutti. L’invito è sempre quello di restare a casa: più rispettiamo le regole, prima usciremo da questa emergenza».

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