Spostamento della ferrovia, Cna Ancona: «Serve un piano su ampia scala»

Secondo l'Associazione il progetto deve tenere conto dell’aeroporto di Falconara e del trasporto pubblico urbano

Andrea Cantori (immagine di repertorio)

L'associazione di categoria Cna Ancona interviene in merito alla proposta di spostare a monte la ferrovia Adriatica: «forse - si legge nel comunicato - con i fondi europei potrebbe essere fattibile, ma che deve assolutamente essere integrato da una strategia per l’Aeroporto di Ancona/Falconara e da un piano dei trasporti locali. Il progetto di spostamento della ferrovia Adriatica a monte con l’innesto dell’alta velocità è sicuramente una proposta interessante che potrebbe portare nuova vitalità al nostro sistema economico sia per i lavori che verranno implementanti, sia per i risvolti economico – commerciali legati a un miglioramento dei trasporti interregionali. Inoltre la possibilità di finanziare l’opera con i fondi europei che si stanno progettando in questi mesi rende l’opera fattibile dal punto di vista economico». La Cna di Ancona precisa però che un’opera di questa natura va integrata con un piano dei trasporti di ampia scala. L’associazione di categoria ritiene necessario aprire un dibattito su due punti fondamentali e si pone delle domande: «che fine farà - si legge nella nota - l’aeroporto di Falconara quando l’alta velocità collegherà Ancona con Milano o Bologna? E’ evidente, infatti, che questa nuova infrastruttura impatterà fortemente con le tratte aeree del nostro aeroporto. Occorre quindi comprendere e capire come e se si integreranno, oppure fare delle scelte che non disperdano risorse pubbliche. Inoltre quale sarà il tracciato e soprattutto la collocazione delle stazioni? Rimarranno le stesse oppure saranno spostate? In quest’ultimo caso occorrerà fin da subito programmare una nuova mobilità che permetta di raggiungere i punti cittadini più importanti. Dobbiamo permettere a chi arriverà nelle stazioni di Ancona/Falconara/Osimo (con l’alta velocità avremo una stazione unica?) di poter raggiungere, come è adesso, l’università, i centri storici, la Regione o il Comune».

Commentano così Andrea Cantori e Loredana Giacomini, segretario e presidente della Cna di Ancona: «La proposta dell’alta velocità sulla dorsale adriatica è presente sia nelle dichiarazioni del Ministro Franceschini, sia nel piano di “Rilancio Italia” elaborato da Vittorio Colao. Con i fondi europei che sono allo studio in questo momento la fattibilità dell’opera potrebbe essere reale. Suggeriamo però cautela perché seppur il progetto esiste, in ogni caso dovrebbe essere dibattuto e approfondito sia in termini di tempistica e fattibilità tecnica, sia soprattutto nei suoi effetti di sistema. In questo breve intervento abbiamo posto due questioni: in primo luogo gli effetti di questa nuova infrastruttura sull’attività del nostro aeroporto che già oggi attraversa una fase critica. E’ evidente infatti che una offerta di alta velocità a prezzi minori di un biglietto aereo inciderà sui già critici fatturati dell’aeroporto. Altro problema da dibattere sarà il tracciato e in particolare se vi è previsto lo spostamento di alcune stazioni ferroviarie – concludono Cantori e Giacomini – In questo caso occorrerà predisporre un piano di mobilità interurbana sostenibile che permetta di legare le nuove stazioni alle città». 

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