Cronaca

Veleno di Imenotteri, ad Ancona al via la prima campagna di informazione

Ancona è tra le 25 città italiane a partecipare alla prima edizione della campagna "Punto nel Vivo", con l'obiettivo di far conoscere al pubblico l'esistenza, le caratteristiche e le terapie delle reazioni allergiche da punture di imenotteri

MILANO – Ancona è tra le 25 città italiane a partecipare alla prima edizione della campagna d’informazione “Punto nel Vivo”, con l’obiettivo di far conoscere al pubblico l’esistenza, le caratteristiche e le terapie delle reazioni allergiche da punture di imenotteri. Un “ordine“, quello degli imenotteri, che comprende oltre 100.000 specie d’insetti, tra i quali, i più noti e comuni sono le api, le vespe e i calabroni.
 
“Sono oltre 5 milioni gli italiani che ogni anno vengono punti – dichiara la Dott.ssa Maria Beatrice Bilò, coordinatrice di Punto nel Vivo e specialista in allergologia degli Ospedali Riuniti di Ancona – ma si stima che da 1 a 8 su 100[1] sviluppi una reazione allergica senza essere a conoscenza delle conseguenze. L'allergia al veleno di Imenotteri può provocare reazioni localizzate (dal 3,1% al 17%) o severe reazioni sistemiche (dallo 0,15% al 3,3%) di tipo respiratorio e cardiocircolatorio che si possono complicare fino alla morte, con circa 10 casi all'anno accertati in Italia. Questa allergia è poco conosciuta dalla popolazione e, in particolar modo, non si conoscono le differenze fra una reazione normale e una reazione allergica, potenzialmente pericolosa. La reazione “normale”, dovuta alle sostanze tossiche contenute nel veleno dell’imenottero, consiste in un arrossamento e gonfiore nella sede della puntura. Seppur doloroso, normalmente sparisce nell’arco di poche ore. Le reazioni allergiche invece dipendono da altre componenti del veleno che provocano una reazione eccessiva, mediata da anticorpi specifici. La prima delle reazioni allergiche, la reazione locale estesa, comporta sempre un arrossamento e un gonfiore nella sede della puntura; tale reazione a differenza di quella normale ha però un diametro di oltre 10 cm e dura per oltre 24 ore. Ancora più gravi sono poi le reazioni allergiche sistemiche. Solitamente insorgono nell’arco di mezz’ora dalla puntura e possono presentare una serie di sintomi fra i quali: orticaria, prurito diffuso, vertigini, nausea, gonfiori anche lontano dalla sede della puntura, vomito, diarrea, dolori addominali, mancanza del respiro, perdita di conoscenza (shock anafilattico)”.
                                                                                                
Punture da imenotteri i consigli degli esperti:
1.       Se venite punti da un’ape ricordatevi che il pungiglione è seghettato e quindi rimane infisso nella sede della puntura. È opportuno estrarlo nel più breve tempo possibile perché questo diminuisce la dose iniettata. Aiutarsi con una punta smussa (anche l’unghia) con un movimento dal basso verso l’alto senza utilizzare pinze o schiacciarlo tra le dita poiché il sacco velenifero alla base del pungiglione potrebbe iniettare ulteriore veleno. Applicare, quindi, del ghiaccio.
2.       Ecco quali sono i fattori che aumentano l’aggressività di api, vespe e calabroni: odori intesi come quelli di un profumo, colori scuri nei vestiti, movimenti bruschi o rumori secchi quando ci ronzano intorno. Ricordatevi inoltre che i giorni ventosi ci mettono più facilmente a contatto con loro perché vengono abbassati i corridoi di volo.
3.       In caso di precedenti reazioni generalizzate è opportuno richiedere una visita allergologica per confermare la diagnosi di allergia al veleno di imenotteri e per avere  la prescrizione della adrenalina e, se necessario, della immunoterapia specifica. Ricordatevi che è importante eseguire le prove allergiche non prima di 3-4 settimane dalla reazione stessa, per evitare false negatività.

4.       In caso di reazioni allergiche gravi  mantenete la calma e allertate immediatamente il pronto soccorso. Se avete con voi l’adrenalina autoiniettabile utilizzatela seguendo le prescrizioni del vostro medico, ricordandovi comunque di allertare il 118 per proseguire effettuare le cure del caso.
5.       Anche chi sta seguendo l’Immunoterapia Allergene Specifica al veleno di imenotteri deve portare con se l’adrenalina autoiniettabile: sono due presidi che “lavorano” insieme, l’adrenalina in caso di shock mentre l’immunoterapia nel lungo termine per desensibilizzare il paziente allergico nel lungo periodo.

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