Traffico immigrati clandestini con falsi tirocini di formazione, arrestato un 52enne

Nella tarda serata di sabato scorso i poliziotti della Squadra Mobile di Ancona, hanno arrestato un 52enne, responsabile di associazione per delinquere finalizzata al reperimento di documentazione per il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

ANCONA - Nella tarda serata di sabato scorso i poliziotti della Squadra Mobile di Ancona, Sezione Criminalità Organizzata e Catturandi, hanno arrestato R. G., 52enne italiano residente nel capoluogo, responsabile di associazione per delinquere finalizzata al reperimento di documentazione per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Già dalla settimana scorsa gli uomini della Mobile lo avevano osservato nei suoi movimenti quotidiani in previsione del suo imminente arresto. Verso l’ora di pranzo di sabato, la Polizia gli ha bussato alla porta dichiarandolo in arresto. Giusto il tempo di preparare una valigia per il lungo periodo di detenzione, poi l’uomo è stato accompagnato negli uffici della Mobile e, dopo le formalità di rito, è stato accompagnato nel carcere di Montacuto dove dovrà espiare la pena residua di 4 anni di reclusione con l’ulteriore condanna al pagamento di più di 700.000 euro di multa. Pene inflitte come conseguenza dei reati commessi nel 2010, anno in cui l’uomo era già stato arrestato ed aveva espiato una detenzione preventiva cautelare in carcere, di otto mesi di carcere (all’epoca dei fatti procedeva la Procura della Repubblica di Ancona).

A dare il verdetto finale il 14 maggio, è stata la Suprema Corte di Cassazione alla quale R.G. si era appellato dopo le condanne inflitte in primo e secondo grado (dai Giudici di Ancona), mentre il provvedimento restrittivo è della Procura Generale della Repubblica presso la Corte D’Appello di Perugia. L’attività illecita di R.G. come consulente del lavoro per cittadini bengalesi, disposti a tutto pur di ottenere una certificazione che li “regolarizzasse” in Italia, era iniziata tra il 2007/2008.

All’epoca dei fatti, oltre al consulente R.G., erano state arrestate altre 12 persone tutte facenti parte di una organizzazione italo-bengalese dedita al traffico di immigrati clandestini con falsi tirocini di formazione. Le indagini avevano permesso di ricostruire un sistema di introduzione di bengalesi che sfruttava il 'bug' legislativo della mancanza di controlli sull'effettività dei tirocini. Durante il periodo di operatività, la banda, che secondo l’accusa vedeva coinvolto anche un imprenditore bengalese residente ad Ancona, avrebbe fatto entrare in Italia centinaia di connazionali. Dall’attività di indagine svolta era emerso che il gruppo preferiva farsi pagare in moneta bengalese e che temeva i controlli aeroportuali più in patria che a Fiumicino.

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All’epoca delle indagini vennero rintracciati ad Ancona una ventina di bengalesi in appartamenti riconducibili ai promotori dell’organizzazione. I bengalesi arrivavano con la scusa di frequentare tirocini che non si sono mai tenuti, oppure mediante i flussi di lavoro stagionale. Nella realtà, finivano a lavorare come ambulanti in mercatini, a vendere fiori e chincaglieria ad Ancona, Roma e Milano. Il tutto per un giro di affari di centinaia di migliaia di euro che venivano reinvestiti in terreni e case anche a Dacca (Bangladesh). Il ruolo di R.G. sarebbe stato quello di curare l’inserimento degli immigrati nei tirocini fantasma.

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