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da sinistra: Antonietta Daniele, Alessandra Baldini, responsabile Affido Familiare del Comune di Ancona, ed Emma Capogrossi

da sinistra: Antonietta Daniele, Alessandra Baldini, responsabile Affido Familiare del Comune di Ancona, ed Emma Capogrossi

Prendi in affidamento un minore straniero? Il Comune ti dà 512 euro al mese

L'assessore Capogrossi al Soroptimist Club per lanciare l'affido familiare dei minori stranieri: ad Ancona sono 109 e in comunità costano tra gli 80 e i 100 euro al giorno

Ancona ospita 109 minori stranieri non accompagnati. Di questi, ben 51 sono arrivati nei primi 4 mesi del 2017. Parte da questi numeri la relazione che l'assessore comunale Emma Capogrossi ha fatto alla riunione di ieri, mercoledì 24 maggio, del Soroptimist Club di Ancona. Numeri dietro i quali ci sono storie che coinvolgono anche gli anconetani. Il Comune, infatti, ha avviato un progetto di affido familiare che si pone l'obiettivo di integrare, dare una speranza a bambini e ragazzi in fuga dal loro Paese ma capace, al tempo stesso, di contenere i costi sociali di quella che è un'emergenza internazionale. Le famiglie disponibili all'affidamento, è stato detto durante la serata, riceveranno un rimborso mensile di circa 512 euro. Una spesa di gran lunga inferiore per il Comune rispetto agli attuali 80/100 euro giornalieri per mantenere un minore in una struttura dedicata. «In teoria l'accoglienza dovrebbe essere a carico dello Stato – ha spiegato l'assessore – ma al momento non ci sono centri pronti e quindi è tutto sopra le spalle dei Comuni. Per lanciare l'affido familiare abbiamo in mente un ciclo di incontri con i cittadini nei vari quartieri e una campagna promozionale mirata. La serata qui al Soroptimist può essere considerata la nostra prima uscita».

Qualche affido è stato già fatto. Famiglie, debitamente formate dagli uffici comunali dei Servizi Sociali, hanno accolto in casa un minore. Al momento della stessa nazionalità. Anche le Marche, insomma, fanno la loro parte. In Regione si contano 3784 migranti, il 3% a livello nazionale. I minori sono 203. Quelli presi in carico dal capoluogo dorico («Che fa parte dello Sprar dal 2004» ricorda la Capogrossi) sono per la maggior parte adolescenti: ben 87 tra i 16 e i 19 anni, in prevalenza maschi. «Di fronte a una tragedia così immane – ha concluso l'assessore – è doveroso capire cosa possiamo fare e cercare di farlo. È l'unico sistema? Al momento, sì. Noi lo riteniamo giusto e ne siamo orgogliosi». Soddisfatta la presidente del Club, Antonietta Daniele. «Con l'assessore Capogrossi abbiamo una collaborazione che va avanti da tempo – ha detto – e quella di stasera è stata una relazione molto interessante. Accogliere richiede un cambio di mentalità per interfacciarsi con altre persone, altre culturale e un grosso coinvolgimento di tutti i soggetti, pubblici e privati».

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