Tragedia in porto, l'ammiraglio Moretti: «Siamo sgomenti, scopriremo la verità»

Le parole di dolore del direttore marittimo che promette: «Indagheremo a fondo sulla morte di Luca»

L'ammiraglio Enrico Moretti

«Indagheremo a fondo, in collaborazione con la Procura, per scoprire la verità e a darci ulteriore spinta sarà il desiderio di rendere giustizia ad un ragazzo che se n’è andato in modo assurdo e lascia una moglie e due bambini». Sono cariche di dolore le parole del contrammiraglio Enrico Moretti, comandante del porto di Ancona, dove ha perso la vita Luca Rizzeri, l’agente marittimo di 34 anni ucciso da una cima che, per un tragico incidente, si è spezzata all’improvviso durante l’attracco della BF Philipp, una container ship lunga 117 metri costruita nel 1996, battente bandiera portoghese ma di proprietà di un armatore genovese.

«Noi siamo quotidianamente a contatto con il personale delle agenzie marittime, ci si conosce, ci si incontra - aggiunge il comandante -. Lascia sgomenti la morte di Luca. Ora sarà nostro compito individuare le responsabilità». L’incidente, spiega Moretti, «si è verificato nel momento in cui la nave ha fatto il suo ingresso in porto e si stava ormeggiando. Lo spring di prua si è spezzato nella parte alta, verso la nave, per cause in corso di accertamento e ha investito in pieno il povero ragazzo, che si trivava sulla traiettoria, a un’ottantina di metri di distanza». Il cavo era già annodato alla bitta: dunque, era difettoso o ci sono responsabilità in chi ha condotto la manovra? «Dobbiamo vagliare tutto e analizzare i dati, ma non trascuriamo alcuna ipotesi - risponde Moretti -. Sul posto c’erano quattro ormeggiatori e il nostro personale che assiste alle partenze e agli arrivi delle navi, arrivato quasi in coincidenza con l’incidente. Stiamo interrogando l’equipaggio di bordo che comprende ucraini e filippini. Abbiamo acquisito documenti e filmati della videosorveglianza. Per il momento si è proceduto a sequestrare i due tronconi del cavo, ma si valuterà se procedere con misure restrittive nei confronti della nave, che resta ferma in banchina e non si sposterà fino a quando non saranno completati gli accertamenti da parte della Guardia Costiera». 

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