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Scappa con almeno 200mila euro, a processo amministratore di condominio infedele

Stamattina si è aperto il processo e poi è stata fissata la prossima udienza. Ma dell'imputato nessuna traccia tanto che anche l'avvocato difensore ha spiegato che il suo assistito è irreperibile

Per anni si sarebbe indebitamente appropriato delle somme di una serie di condomini che amministrava. Secondo le indagini della Procura di Ancona, R. T. anconetano di 78 anni, non solo non avrebbe assolto i propri obblighi di amministratore di condominio ma, anche di fronte ai solleciti e ai richiami giudiziari, non avrebbe ottemperato alle spese condominiali. Tutto all’oscuro dei residenti, tra cui quelli di Ancona in corso Carlo Alberto, via Marconi, via Colleverde, via Giordano Bruno, via Generale R. Pergolesi. Ma anche via Bixio a Falconara. Alla fine R. T. è stato rinviato a giudizio e ha preso il via il processo che vede l’uomo imputato di appropriazione indebita. Il condominio di via Pergolesi ad Ancona si è costituito parte civile tramite l’avvocato Tommaso Rossi-3Tommaso Rossi (in foto), il quale ha spiegato come i suoi assistiti non solo avrebbero visto scomparire 78.785,57 euro, ma sarebbero stati anche costretti a ripagarle per non trovarsi in mezzo ad una strada. Intanto stamattina, di fronte al giudice monocratico Francesca De Palma, si sono costituite le parti, dopo di che è stata già fissata la prossima udienza per il 24 giugno. Ma dell’imputato nessuna traccia. «E’ irreperibile» ha spiegato l’avvocato difensore d’ufficio Francesco Conti.

I fatti sono avvenuti dal 2010 al 2013 quando, a conti fatti, l’amministratore di condominio infedele avrebbe evaso almeno 200mila euro. Dei problemi c’erano stati prima ad esempio con la ditta fornitrice del gasolio per il riscaldamento, ma questa faceva sempre i conti con il 78enne il quale avrebbe sempre tamponato puntando anche sul rapporto decennale tra la ditta e i condomini. E poi  a fare i bilanci da presentare alle riunioni di condominio era proprio l’imputato. Alla fine la notizia choc quando i cittadini hanno ricevuto il decreto ingiuntivo del tribunale a seguito delle denunce delle aziende dei vari servizi, scoprendo così che per anni i loro soldi non sarebbero arrivati a destinazione e sarebbero scomparsi, insieme allo stesso imputato. 

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