Dimesso dall'Inrca ma non ci sono posti nelle case di cura, malato rischia di finire in strada

Il 71enne era stato dimesso dopo un periodo di ricovero, ma le strutture specializzate per la sua assistenza sono al completo. Provvidenziale l’intervento dell’amministratore di sostegno

Foto di repertorio

Negli anni ‘70 incantava il pubblico suonando al fianco degli artisti italiani più quotati dell'epoca. Poi la fortuna gli ha voltato le spalle e oggi, a 71 anni, é malato di alzheimer e cerca di un posto dove vivere fuori dall'ospedale. Ieri mattina era stato dimesso dall’Inrca, dove si trovava dal 28 settembre in seguito a una caduta, ma non sapeva dove andare. Le strutture di assistenza specializzate non hanno posti disponibili e lui sarebbe finito in mezzo alla strada se non fosse stato per l’intervento del suo amministratore di sostegno, l’avvocato Linda Cavalieri (in foto a sinistra). Il legale ha chiesto al giudice tutelare di emanare un provvedimento che congelasse le dimissioni. Richiesta accolta in extremis. L’artista potrà restare all'Inrca finché non sarà trovata una sistemazione idonea.

Linda Cavalieri-2I familiari dell'anconetano, per ragioni personali, non possono farsene carico. Nella casa dell’E.R.A.P. in cui viveva da solo fino allo scorso settembre non ci può tornare, perché l’appartamento è degradato dalla sporcizia e la malattia non gli consente di sistemarlo a dovere e viverci in sicurezza. Nell’abitazione non c’è rimasta neppure l’acqua, in compenso c’è uno scalino che non permetterebbe all’uomo di muoversi con tranquillità. E’ stato proprio in quella casa che il 28 settembre scorso l'ex convivente e il figlio lo hanno trovato riverso a terra dopo una caduta accidentale, circostanza per la quale è stato portato in ospedale. All’Inrca gli è stato diagnosticato l’Alzheimer, ma una volta cessate le necessità di ricovero i medici non hanno potuto fare altro che dimetterlo. Stamattina era pronto per uscire, borsa in mano ma senza una strada da imboccare. La famiglia non è in grado di assisterlo in modo continuativo. L’ex artista ha bisogno di essere imboccato, accompagnato nella deambulazione, assistito nei bisogni fisiologici e non può essere lasciato solo neppure per un attimo. Fino a ieri con lui c'era Stefania: «Io e nostro figlio viviamo con due cani in un appartamento che non è neppure il mio ma di una mia amica - ha spiegato la donna - abbiamo dovuto ridurre gli spazi e con noi, da 6 mesi, vive anche mia madre. Nostro figlio esce di casa alle 7 di mattina e non abbiamo la possibilità di offrire un’assistenza continua, dovremmo prendere una badante e farlo dormire in una brandina in cucina».

L’unità valutativa dell’Asur ha analizzato la situazione e i servizi sociali hanno contattato diverse residenze in provincia adeguate alla situazione dell’anziano. Stefania spiega di aver cercato anche strutture private pur di trovare ospitalità al 71ennne, ma quelle che garantiscono la necessaria sicurezza a un paziente malato di Alzheimer non costretto a letto sono poche e al completo. «All’Inrca gli vogliono tutti bene, gli infermieri sono affettuosi e possiamo solo ringraziarli per l’assistenza, ma quello purtroppo non è il posto per lui» conclude la donna. «L’Inrca ha le sue ragioni perché è un ospedale e non una casa di cura, i servizi sociali non possono fare altro che chiedere alle strutture se hanno posti disponibili - ha commentato Linda Cavalieri- il problema a questo punto è politico, serve un incremento delle case di riposo e delle RSA (residenze sanitarie assistenziali). Lui ha avuto un amministratore di sostegno, ma chissà quante persone rischiano uan situazione simile».


 

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