Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Alluvione Senigallia, 8 persone a processo: tra questi sindaco e il suo predecessore

«Colpisce che per giungere a questo punto ci siano voluti oltre cinque anni, un lasso di tempo oggettivamente lungo e che rappresenta inevitabilmente motivo di preoccupazione» ha detto Mangialardi

Foto di archivio

Alluvione di Senigallia. Il Gup Francesca De Palma rinvia a giudizio 8 persone: il sindaco Maurizio Mangialardi, l’ex sindaco Luana Angeloni, il comandante della polizia locale di Senigallia Flavio Brunaccioni, Massimo Sbriscia della Provincia di Ancona, Mario Smargiasso dell’Autorità di Bacino, il consulente del Comune l’ingegnere Alessandro Mancinelli, Gianni Roccato dell’Area tecnica territorio e ambiente del Comune, Libero Principi della Regione Marche. Sono accusati a vario titolo di disastro colposo, l’omicidio colposo plurimo, l’omissione di atti d’ufficio e l’abuso d’ufficio. Il dibattimento, scaturito da un'inchiesta del pm Irene Bilotta, si discuterà in un’aula in cui il Comune di Senigallia sarà parte civile e si aprirà davanti al collegio il 6 ottobre 2020.

«Prendo atto del decreto di rinvio a giudizio e credo che nel corso del dibattimento avremo finalmente la possibilità di far emergere in maniera limpida e cristallina la verità su ciò che accadde quel 3 maggio del 2014 e affermare definitivamente il corretto operato dell’amministrazione comunale di Senigallia prima, durante e dopo l’alluvione”.  Così il sindaco Mangialardi ha commentato su Facebook, dove prosegue:

“Colpisce che per giungere a questo punto ci siano voluti oltre cinque anni, un lasso di tempo oggettivamente lungo e che rappresenta inevitabilmente motivo di preoccupazione. Auspico che d’ora in avanti il processo assuma tempi brevi e soprattutto certi per fare la necessaria chiarezza e sgomberare il campo dalle bugie, le mistificazioni e le strumentalizzazioni che in questi anni ho dovuto subire. Io so con certezza di aver sempre assolto alle mie funzioni onestamente e in maniera conforme alla legge, so di aver sempre operato per il bene della comunità, e soprattutto so di aver speso tutto me stesso per fronteggiare lo stato di emergenza creato da quel maledetto evento alluvionale, imprevisto e imprevedibile, e messo in campo tutto l’impegno necessario per far prima ripartire immediatamente la città e poi ottenere un significativo, seppur non completo, risarcimento dei danni provocati a cittadini e imprese. Questo è quanto sono certo di poter dimostrare al processo, che a questo punto spero possa iniziare il prima possibile”.

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