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Martedì, 23 Aprile 2024
Cronaca

Gli esperti: «Si chiama V-Shaped ed è un temporale autorigenerante. Evento estremo totalmente fuori dalle righe»

Danilo Tognetti, meteorologo del Amap Regione Marche, ha spiegato il fenomeno. Anche 3BMeteo si è espressa sul tema

ANCONA- «L’alluvione nelle Marche? Si poteva prevedere ma non di questa intensità. Le condizioni che un evento del genere si verificasse c’erano ma è stato talmente estremo, talmente fuori dalle righe, che nessuno avrebbe potuto ipotizzare simili conseguenze». Questo il parere di Andrea Tognetti, meteorologo del servizio agrometeo del Amap Regione Marche.

Proseguendo nella sua disamina sul maltempo che ha messo in ginocchio, nella notte tra giovedì e venerdì 15-16 settembre, l’entroterra anconetano emerge anche uno sguardo sull’immediato futuro: «Ha inciso il forte contrasto tra l’area calda e umida che si era accumulata fino a poche ore prima e un flusso più freddo di provenienza artica. I prossimi giorni? Domani (sabato 17/9, ndr) è previsto un altro passaggio intenso con direzione differente di provenienza alto adriatica. Causerà forti venti sulla costa e piogge molto intense seppur di durata inferiore rispetto a quelle che abbiamo visto nelle ultime ore».

Il comunicato di 3BMeteo

«L'evento alluvionale di ieri sulle Marche è stato indotto da un cosiddetto temporale autorigenerante v-shaped – lo conferma Edoardo Ferrara meteorologo di 3bmeteo.com che spiega – Il nome deriva dalla forma a V del temporale visibile dal satellite, autorigenerante significa che continuava ad autoalimentarsi stazionando in loco per diverse ore, anziché evolvere e spostarsi di zona come fanno la maggior parte dei temporali comuni. Questo tipo di temporale si origina in particolari condizioni tra le quali: confluenza dei venti nei bassi strati, che favorisce la successiva ascesa delle masse d'aria verso l'alto (presupposto base per la formazione della nube temporalesca); condizioni sinottiche favorevoli in quota, ovvero in questo caso il transito di una perturbazione».

Proseguendo: «In questo caso specifico è stato inoltre determinante il cosiddetto 'Atmosferic River'” – proseguono gli esperti di 3bmeteo.com – “ovvero una sorta di 'fiume atmosferico' che ha trasportato aria calda ma soprattutto ricca di umidità dalle latitudini sub-tropicali direttamente sull'Italia. L'aria calda e umida costituisce di fatto il carburante indispensabile per i temporali, carburante che in questo caso è stato pompato a dismisura in seno alla perturbazione, convergendo nel violento temporale tra Marche e Umbria. In aggiunta la particolare orografia del territorio, con il Monte Catria che ha agito come sorta di 'barriera', esaltando il blocco e le precipitazioni del temporale autorigenerante. Il risultato: ben 420mm di pioggia in 7 ore, un quantitativo impressionante che solitamente cade in 4-5 mesi. Inevitabile dunque l'evento alluvionale».

Sono prevedibili? «La modellistica numerica ha fatto passi da giganti negli ultimi 20 anni, tuttavia la loro predicibilità non è ancora al 100%, con un margine di imprevedibilità che resta abbastanza significativo anche a seconda delle zone e delle circostanze sinottiche. Nel caso specifico, c'erano le potenzialità per prevedere temporali talora violenti ma su una macroarea regionale come le Marche; molto più difficile e complesso invece stabilire in quale punto specifico può verificarsi il temporale violento, considerando che i temporali per loro natura agiscono su aree ristrette. Inoltre un evento di 400mm in 7 ore risulta di fatto eccezionale e imprevedibile, ma che rientra nello schema di cambiamento climatico a cui stiamo rapidamente assistendo: atmosfera più calda si traduce in maggiore energia a disposizione per eventi potenzialmente estremi (anche se chiaramente non basta solo questo, ma devono intervenire altri fattori)».

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