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Cronaca

Nell'allevamento oltre 600 cani in difficoltà, le associazioni: «Velocizzare i tempi»

LNDC Animal Protection, Enpa, LAV e Oipa sono coese nel denunciare la drammatica situazione in cui versano gli oltre 600 cani ancora presenti all’interno dell’allevamento senigalliese

ANCONA – Dopo quasi tre mesi dal sequestro dell’allevamento di cani nel senigalliese, dove è presente un grave focolaio di brucellosi canina, la situazione per la maggior parte degli oltre 600 cani ancora detenuti al suo interno è ancora molto seria.

«Ci sono molte criticità da risolvere nel più breve tempo possibile - dichiarano LNDC Animal Protection, Enpa, LAV e Oipa che, come altre associazioni locali, si sono prontamente attivate per dare massimo e concreto supporto agli animali - dall’acquisto di cibo, cucce, medicinali e antiparassitari, tosatrici, fino alla presenza in loco di volontari e veterinari, nell’ovvio rispetto delle norme dettate dalla situazione contingente. Ma la situazione resta allarmante: cani ammassati, di molto eccedenti la capienza della struttura, impossibilità di collocare cucce per carenza di spazio e cani che si azzannano tra di loro» Le Associazioni animaliste chiedono interventi urgenti per migliorare la situazione degli animali e per garantire loro assistenza e cure. In primis lo stanziamento di nuove risorse economiche per la cura degli amici a 4 zampe.

«E’ necessario riorganizzare la gestione dei cani, tenendo conto dell’infezione da Brucella canis: lo spostamento degli animali negativi in un’altra struttura va troppo a rilento, soprattutto considerando che occorrono circa 40 giorni per avere gli esiti dei test e che, questi, vanno ripetuti due volte. Così come è necessario velocizzare i prelievi e testare quanti più cani possibili partendo nell’immediato almeno dai cuccioli e, allo stesso tempo, sterilizzare a tappeto tutte le femmine presenti nella struttura».

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