Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Allerta terrorismo ad Ancona, aumentano le misure di prevenzione

In generale chiunque sia extracomunitario e si trovi sul suolo italiano senza regolare documenti può essere arrestato. Ed ecco perché proprio pochi giorni fa furono arrestati ed espulsi 3 cittadini stranieri

CREDIT INFOPHOTO

Ad Ancona è alta l’attenzione di chi indaga nell’ambito del terrorismo, tanto che la Procura di Ancona, che di recente ha avviato un'indagine distrettuale, ha innalzato le misure di prevenzione. Come? A seguito della conversione in legge del DL antiterrorismo lo scorso Aprile, il Procuratore capo reggente Irene Bilotta ha dato nuove e chiare disposizioni a tutte le forze di Polizia del territorio provinciale che si trovino di fronte a persone sospette provenienti da paesi a rischio. 

Infatti da già da tempo le Forze di Polizia hanno il potere di arrestare senza indugio tutti coloro che vengono scoperti con documenti contraffatti o falsi originari di Siria, Iraq, Pakistan, Libia, Libano, Giordania, Turchia, Afghanistan, Egitto, Yemen, Arabia Saudita, Iran, Bosnia, Albania, Macedonia, Tunisia, Algeria e Marocco. In generale chiunque sia extracomunitario e si trovi sul suolo italiano senza regolare documenti. Ed ecco perché proprio lo scorso 27 novembre furono immediatamente arrestati dalla Polfer 3 cittadini presunti siriani, poi espulsi.

Misure straordinarie, volte a chiudere ogni varco d'ingresso a sospetti di terrorismo, in particolare all'aeroporto Sanzio di Falconara e al porto di Ancona. Mentre ogni giorni la Polizia di frontiera, guidata dal primo dirigente Giuseppe Nastari, incrocia i nomi degli arrivi e delle partenze con le liste di sospetti diffuse a livello internazionale. Ma la normativa, che ha aggravato le pene per il possesso di documenti falsi punendo il reclutamento passivo di aspiranti jihadisti, ha anche aumentato i tempi di custodia  cautelare così da dare più tempo agli investigatori di effettuare i riscontri identificativi. Ad agosto, la direttiva della procura è stata integrata, sempre nel caso di possesso di documenti falsi, con l'ordine di redigere atti particolari e secretati per persone di alcune nazionalità potenzialmente implicate in conflitti di tipo islamista.

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