Allergie alimentari nelle Marche: "40% di shock anafilattici provocati da vegetali"

Nelle Marche il 40% degli shock anafilattici è provocato dalla LPD, la lipid transfer protein, presente nella pesca, albicocca, prugna ma anche noce, nocciola, arachide, mais, pomodoro, kiwi, riso

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Si è concluso ad Ancona presso la Mole Vanvitelliana il congresso AAITO, Associazione Allergologi Immunologi Territoriali ed Ospedalieri. L'AAITO è una Società Scientifica che nasce dalla volontà di contrastare un progressivo declino della Disciplina di Allergologia ed Immunologia Clinica e la eccessiva sovrapposizione con altre branche specialistiche nella gestione della maggioranza dei problemi allergologici.

Saranno discusse ed approfondite le tematiche relative ad allergie ambientali, da alimenti, farmaci e punture di insetti, a rinite allergica e patologie associate, come l'asma bronchiale. Nel corso del Congresso saranno presentati gli aggiornamenti di una ricerca sulle allergie alimentari condotta in 17 Centri, distribuiti in 10 regioni italiane, che ha coinvolto oltre 25 mila pazienti adulti. I risultati hanno evidenziato che frutta e verdura rappresentano le allergie di gran lunga più comuni (72%) seguite da crostacei (13%) pesce (4%) latte (3%) uovo (3%) cereali (2%).

"I cibi più preoccupanti per la regione Marche - spiega il Prof. Floriano Bonifazi, Direttore del Dipartimento di Malattie Respiratorie e Allergiche dell'Azienda Ospedaliera-Ospedali Riuniti di Ancona e Past President Aaito - sono il pesce non cotto, come le acciughe marinate, peculiarità di tutto il Mediterraneo, che possono provocare orticaria, ma anche alcuni tipi di vegetali che contengono una proteina chiamata LTP. La lipid transfer protein è un allergene del regno vegetale frequentemente cross-reagente presente nella pesca, albicocca, prugna ma anche noce, nocciola, arachide, mais, pomodoro, kiwi, riso. Sono tutti prodotti che vengono quotidianamente consumati in tutte le nostre province. La scoperta di questa molecola è importante, perché molti soggetti che si credevano allergici al prodotto potrebbero invece essere allergici alla LTP. Questo allergene, una volta ingerito, potrebbe addirittura provocare shock anafilattico. Infatti, secondo uno studio regionale, in oltre 5mila casi di shock anafilattico, il 40% dei pazienti è stato colpito proprio da questo allergene".

Durante il Congresso la Federazione delle Società Italiane di Allergologia e Immunologia Clinica presenterà un importante documento sui vaccini anti-allergici con l'obiettivo di giungere ad un "Consensus" italiano su aspetti maggiormente correlati alla realtà clinica, agli aspetti regolatori, ai contesti gestionali/organizzativi nei quali questa terapia viene praticata, alle problematiche dei rimborsi per i quali sussiste una completa difformità nelle diverse regioni e per intraprendere adeguate azioni innovative per la diffusione e la conoscenza di una terapia fondamentale per la cura della rinite, dell'asma allergico e delle allergie al veleno di imenotteri.

"C'è troppa disinformazione, soprattutto nel campo delle allergie ed intolleranze alimentari - afferma la Dott.ssa M.Beatrice Bilò, nuovo presidente AAITO - Almeno il 60% dei pazienti hanno praticato cure errate e hanno riscontrato diagnosi diverse da quelle che, da soli, avevano scoperto. Troppe le persone che credono di essere allergiche o intolleranti ad un alimento, e si curano senza aver contattato degli esperti, con una dieta "fatta in casa" che potrebbe provocare disturbi reali, soprattutto nei bambini ed anziani. La presenza del web e dei siti di "counseling on line", infatti, facilita l'autodiagnosi, ma spesso questa è sbagliata. Il ruolo degli specialisti è essenziale: se si vuole fare economia, è necessario affidarsi a test diagnostici scientificamente validati ed eseguiti da esperti del settore".

"Nel documento si sottolinea la grande importanza il coinvolgimento e la corretta informazione del paziente - spiega il Dott. Antonino Musarra, Vicepresidente AAITO - Questa deve riguardare i diversi aspetti della sua malattia, le possibili opzioni terapeutiche, il costo dei vaccini e l'efficacia degli stessi. Gli argomenti chiave trattati dal documento, redatto da 60 esperti indicati dalle Società Scientifiche, sono: gli schemi terapeutici, gli allergeni ed i pazienti ideali; il management del paziente che pratica la vaccino-terapia; gli aspetti regolatori, farmaco-economici e le possibilità di accesso alle cure; gli strumenti per l'implementazione di questa terapia e le prospettive di utilizzo dei vaccini anti-allergici nelle allergie ad alimenti, al lattice, al nichel e nella dermatite atopica".

Tra gli altri argomenti di approfondimento del Congresso, l'intolleranza al glutine: come diagnosticarla e gestirla, gli allergeni "nascosti" e quelli "dietietici", la sensibilizzazione al nichel: ruolo controverso nelle allergie alimentari, ruolo degli allergeni ambientali in relazione alle modificazioni climatiche, novità nella gestione dell'asma: dalle nuove Linee Guida GINA alla pratica clinica: come scegliere l'antistaminico giusto.

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