Paralizzato in un incidente in Spagna, gara di solidarietà per Alessio: ora è tornato a casa

Il 24enne precipitò dal castello di Alicante nell'estate 2018: dopo 16 mesi la famiglia ha potuto organizzare il viaggio di rientro in aereo grazie ad una raccolta fondi sul web

Alessio Rocchetti e le zie Daniela e Raffaella

Un anno e mezzo dopo Alessio Rocchetti è tornato in Italia. Non a casa, ma in una struttura specializzata che gli garantirà tutta l’assistenza di cui ha bisogno. E’ terminato con un volo dalla Spagna in Umbria il lungo esilio del 24enne anconetano precipitato in un dirupo dal castello di Santa Barbara ad Alicante, il 13 luglio 2018: da allora è costretto a letto, in stato vegetativo, a seguito del gravissimo trauma cerebrale riportato nella caduta. All’ospedale di Sant Vicente del Raspeig è stato sottoposto a vari interventi chirurgici. E’ uscito dal coma, si è risvegliato, ma lo stato vegetativo persiste.

Anche se le speranze di miglioramento sono poche, il desiderio della famiglia è stato sempre quello di «riportarlo a casa per stargli vicino». Per questo è stata lanciata una raccolta fondi attraverso la piattaforma Gofundme. La gara di solidarietà ha permesso di raccogliere circa 15mila euro che sono serviti a pagare il costoso viaggio di rientro in Italia in aereo, effettuato domenica dall’aeroporto di Alicante a quello di Perugia. Alessio era partito per la Germania per fare un’esperienza di lavoro come aiuto cuoco: nell’estate 2018 si era regalato una vacanza in Spagna con colleghi e amici, poi rivelatasi tragica perché fu ritrovato in gravissime condizioni ai piedi del castello di Santa Barbara. La polizia spagnola ha archiviato il caso, che resta avvolto dal mistero, parlando di una caduta accidentale nel burrone, per oltre 20 metri, a causa di un momento di distrazione mentre il giovane si scattava un selfie, ipotesi fermamente respinta dalla famiglia, anche perché il cellulare gli è stato trovato in tasca. Ora Alessio si trova nel Centro residenziale Santo Stefano di Foligno, dove riceverà tutte le cure del caso.

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«E’ un sogno che si avvera, ora potremo andare a trovarlo più spesso e parlare più facilmente con i medici», sospirano la mamma Alessandra e le zie Daniela e Raffaella che ringraziano il dottor Massimo Vallasciani della struttura specializzata umbra, medici e infermieri dell’ospedale di Sant Vicente del Raspeig, il dottor Sergio Corsi, dirigente medico dell’Asur di Fermo, le dottoresse Anna Padovan, direttrice sanitaria dell’ospedale di Fermo, e Gioia Renzi, il dottor Paolo Serafini, responsabile dell’istituto riabilitativo Santo Stefano di Porto Potenza e tutto lo staff del dottor Francesco Reggiani dell’azienda Air Medical che si è occupata del trasporto, oltre a tutti coloro che hanno devoluto anche solo un euro per contribuire alla causa della famiglia Rocchetti. 

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