Il caso Abram in Parlamento, Ricciatti (SI): «Rivedere le norme sul DASPO»

L'Onorevole Lara Ricciati, Sinistra Italiana, nei giorni scorsi ha presentato ai Ministri dell'Interno e della Giustizia, una interpellanza urgente

Lara Ricciatti in Parlamento

Per la seconda volta in poco tempo la vicenda giudiziaria di Alessio Abram giunge in Parlamento. A novembre presso la Sala stampa della Camera dei deputati si era tenuta la presentazione del libro “Un calcio alle sbarre” alla presenza dei deputati di Sinistra Italiana Lara Ricciatti e Daniele Farina. Nei giorni scorsi sempre l'onorevole Ricciatti ha presentato una interpellanza urgente al Ministero dell'Interno e a quello della Giustizia. Dopo aver ricordato i motivi dell'incarcerazione di Abram, detenutodal 13 novembre del 2015 per sette mancate firme o ritardi di firme in questura (provvedimento di Daspo) con una condanna definitiva a più di 5 anni, successivamente abbassata a 3 anni e nove mesi, e il rigetto per due volte delle istanze della difesa per lavoro esterno (articolo 21), la parlamentare di Sinistra Italiana sottolinea come la scelta di negare, al momento, la possibilità di usufruire di un tale provvedimento, è stata fatta nonostante che «i reati contestati ad Abram risalissero al dicembre 2005 e nonostante, dal 2010 al 2015, Abram avesse svolto una meritoria attività sociale in qualità di dirigente accompagnatore della squadra di calcio Konlassata, ed organizzato per 15 anni il Mundialito antirazzista ad Ancona. Inoltre, Abram ha svolto attività di animatore socio-educativo all'interno dei laboratori di psico-motoria e di formazione per l'avviamento al lavoro, rivolti a persona con disabilità mentale. Esempi che segnalano come Abram abbia praticato nel tempo una attività in linea con i principi di rieducazione ai quali l'espiazione di qualsiasi pena dovrebbe informarsi».

L'onorevole Ricciati ricorda come «il caso di Abram non è purtroppo isolato quanto a sproporzione della pena comminata a fronte di reiterata violazione del semplice obbligo di firma» e cita analoghi provvedimenti che hanno colpito tifosi, in particolare «un altro tifoso dell'Ancona, di recente condotto presso la casa circondariale di Montacuto (Ancona) per scontare una pena di anni 9 e mesi 8, oltre a 93 mila euro di multa, a seguito del cumulo materiale delle pene derivanti dal mancato rispetto dell'obbligo di firma in questura, imposto col Daspo». Per la Ricciatti tale norma “ non tiene in adeguato conto esigenze di armonizzazione rispetto all'intero ordinamento, creando spesso cortocircuiti evidenti sul piano della proporzionalità della pena e del principio di eguaglianza”. L'interpellanza conclude chiedendo ai Ministri interrogati se «non intendano intraprendere iniziative, anche di carattere normativo, volte a rivedere la normativa del cosiddetto Daspo al fine di superare le gravi criticità ricordate».

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