Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Alcol, oltre 400 marchigiani tra pazienti e familiari seguiti da Alcolisti Anonimi

Con l'apertura di Fabriano salgono a 13 le associazioni presenti in regione anche se il rapporto con la sanità pubblica non è sempre di collaborazione: «Poca informazione»

«Molto spesso la molla scatta quando si ritrovano un bicchiere in mano e si rendono conto di avere finito i motivi per bere». È il racconto della moglie di un alcolista che, ormai da anni, segue le riunioni di Al-Anon, gruppi paralleli ai più famosi Alcolisti Anonimi ma dedicati ai familiari. Lei, addirittura, ha iniziato prima perché il marito, nonostante l'evidenza, negava di avere problemi e non ne voleva sapere frequentare i gruppi. «Ho impiegato 6 anni ma alla fine ci sono riuscita. Grazie al confronto con altri ho capito come dialogare con lui. Prima era un muro contro muro. Una sfida che peggiorava solo le cose» spiega. Il recente bollettino dell'Osservatorio Regionale Dipendenze, che ha certificato l'aumento di persone che hanno chiesto aiuto ai servizi sociosanitario, ha riportato alla luce una problematica sempre presente. Tra il 2005 e il 2015, nelle Marche, si è passati da 1231 a 1640 alcolisti. Il numero comprende sia le donne (in aumento da 323 a 453) che una 50ina di casi di giovani tra i 19 e i 29 anni. Addirittura nell'elenco figurano anche 4 under 19. E parliamo solo di quanti hanno riconosciuto la problematica e si sono rivolti a una struttura. La punta dell'iceberg. Oltre alle strutture sanitarie sono presenti nelle Marche anche 13 gruppi di AA e altrettanti di Al-Anon. 

L'ultimo in ordine di arrivo è quello di Fabriano che, andandosi ad aggiungere la settimana scorsa ai due di Ancona, Jesi e Senigallia, fa della Provincia di Ancona il territorio più "presidiato" dai gruppi. Una realtà che coinvolge, in tutta la regione, circa 200 alcolisti e circa 250 familiari. Massimo anonimato. Riunioni settimanali in stanze separate. Per discutere le problematiche comuni nella logica dell'auto mutuo aiuto. A cadenza mensile ci si vede insieme. Alcolisti e congiunti. C'è anche un numero verde (800.087.897) per informarsi. Non sempre, tuttavia, il rapporto con le Asur è di collaborazione stando a quanto emerso nel corso del trentennale dei gruppi di Jesi che si è tenuto nei giorni scorsi tra le numerose testimonianze degli AA. «Sono sobrio da tre anni», o «Ho riallacciato i rapporti con la mia famiglia, ho ricominciato a lavorare e ad avere una vita». "Il nostro scopo – si legge in un opuscolo – è di rimanere sobri e aiutare altri alcolisti a raggiungere la sobrietà. Abbiamo trovato il sisetma per poter condurre una vita utile, normale e serena astenendoci dal bere, 24 ore per volta". Da parte dei medici però la diffidenza resta. «Capita non di rado che da parte di Sert e medici di base ci sia poca informazione – conclude un'altra familiare – Una volta ho sentito una dottoressa dire: chissà che fanno quelli là senza nemmeno una psicologa».

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